Renaissance, vini inimitabili

Cascina degli Ulivi, strada Mazzola 14, 15067 Novi Ligure

Renaissance des Appellations è un’associazione di vignaioli creata nel 2001 da Nicolas Joly, produttore della storica azienda Coulée de Serrant, Loira. Attualmente raggruppa 230 produttori da 13 paesi nel mondo, che pensano e agiscono sul terreno comune dell’agricoltura biodinamica. Le aziende agricole italiane appartenenti al gruppo Renaissance des Appellations sono attualmente 48 (vedi dal sito), ognuna interprete della propria storia e territorio. Obiettivo comune e garantire la piena espressione delle Denominazioni d'Origine grazie a vini di qualità superiore e una grande originalità nel gusto. Il gruppo italiano è stato fondato e guidato con grande dedizione per anni da Stefano Bellotti, uno dei pionieri dell'agricoltura biodinamica in Italia, vignaiolo di Cascina degli Ulivi, venuto a mancare nel 2018.

Rinascita delle Denominazioni significa riallacciare il legame tra frutti agricoli e il luogo da cui provengono. Come ogni altro prodotto della natura, il gusto del vino può essere unico ed inimitabile soltanto se è la piena espressione del proprio clima e terreno. Ovunque sulla Terra, il rapporto tra i 4 elementi – calore, luce, acqua e suolo – è diverso. Questa unica combinazione rappresenta la specificità di un sito le cui caratteristiche sono immediatamente assorbite da ciò che vi cresce e, in special modo, dalle viti. Per questo sono nate le Denominazioni, per garantire al consumatore che nel vino acquistato potrà ritrovare le peculiarità di una specifica zona geografica. Affinché le viti assorbano le caratteristiche del territorio per mezzo delle loro radici, il suolo deve essere vivo; i lieviti che si trovano sull'uva possono assorbire le molteplici sfaccettature del clima (vento, topografia, luce, calore, ecc.), solo se non sono entrate in contatto con elementi chimici di sintesi.
Quando un sito produttivo ha dato piena espressione di sè, grazie ad una coltivazione con pratiche agricole pulite (biologiche o preferibilmente biodinamiche), le tecnologie di cantina e gli aromi creati artificialmente non sono più necessari. I vini vivihanno un loro tipico e originale sapore che sono in grado di mantenere nel tempo, in un rapporto di piena trasparenza con il consumatore.
Il nostro intento non è quello di fare una classifica dei viticoltori, ma di mettere in contatto tutti coloro che hanno una comune filosofia sul vino, siano essi produttori, distributori o consumatori. Vogliamo ridare pieno significato ai terroir, sganciare i prodotti dalla competizione che la tecnologia e l’assenza di tipicità, provocata dal suo utilizzo esasperato, hanno provocato nel mercato mondiale del vino.
L'approccio del gruppo e sempre comunque collaborativo. Non tutte le aziende, specialmente quelle appena entrate nell'associazione, sono allo stesso punto del loro percorso agronomico. Per questo motivo esistono 3 livelli interni al gruppo:

1) garanzia di un'agricoltura sana sulla totalità dei vigneti attraverso una certificazione biologica ufficiale da minimo 3 anni e applicazione delle pratiche biodinamiche da almeno 2 anni (livello minimo, obbligatorio per tutte le aziende).
I vini del gruppo devono provenire da suoli vitali, senza l'utilizzo di molecole di sintesi che impediscono alla pianta il suo naturale sviluppo. Tale standard minimo e molto importante per noi, poiché ormai l'agricoltura biodinamica viene utilizzata più come strumento di marketing, che come metodo agricolo. Troppe aziende si vantano di lavorare bio ma senza alcuna certificazione riconosciuta. In questo modo invece il consumatore ha la garanzia che il vignaiolo ha preso un impegno legale e non solo verbale nelle sue pratiche agricole. Circa il 90% dei produttori del gruppo e ad un livello più avanzato e ha messo in pratica in toto il metodo biodinamico che porta nei vini gusti più evoluti e complessi.

2) garanzia che le pratiche di cantina non falsifichino la piena espressione del gusto della Denominazione.
Quando l'agricoltura e sana la cantina diventa una madre non una fabbrica. Viene quindi bandito l'utilizzo dei 300 lieviti aromatici che portano a 300 gusti standardizzati alterando la Denominazione e uniformando i sapori. Selezioni massali per impiantare nuove vigne in modo da tutelare e riprodurre il patrimonio genetico dei vigneti. Vietata l'aggiunta di gomma arabica, vietato l'utilizzo dell'irrigazione.

3) livello avanzato, a garanzia di un'agricoltura totalmente pulita
La vendemmia è totalmente manuale, fatta in più passaggi. Nessuna filtrazione sterile al di sotto dei 2 microns, no all'utilizzo di centrifughe. Certificazione biologica e biodinamica da almeno 7 anni (ripristino dell'equilibrio nell'azienda agricola). Ogni anno il comitato generale del gruppo con i rappresentanti delle varie regioni, organizza una riunione ed una degustazione in cui valutare e assaggiare i vini delle aziende candidate ad entrare a far parte dell'associazione. Per essere ammessi al gruppo, serve l'unanimità dei voti. Il gruppo ha anche lo scopo di aiutare i membri sia da un punto di vista agronomico, che commerciale. Per questo motivo tre o quattro volte l'anno organizziamo manifestazioni nel mondo (a nostre spese) con un successo di pubblico ormai consolidato. Tali eventi sono sia degustazioni per far conoscere le storie dei vini, territori e degli uomini che li abitano ma anche conferenze che permettano di diffondere il metodo biodinamico più possibile.

(nelle foto, Stefano Bellotti, Cascina degli Ulivi, Maria Frullani il referente gruppo Italia, Giuseppe Ferrua.)

Vedi la Repubblica Sapori del 31 ottobre 2018, articolo di Luca Martinelli

Vedi anche:

Renaissance e l'agricoltura biodinamica