Jane Fonda, la diva dalle molte vite, compie ottant'anni

“Sono nata il 21 dicembre 1937, il giorno più corto dell’anno, a New York” dice Jane Fonda, figlia del leggendario Henry e di Frances Seymour Brokaw, una donna appartenente agli ambienti mondani della metropoli. Personalità brillante ed estroversa l’attrice ha attraversato gli ultimi sessant’anni del cinema americano lasciando una sua originale impronta che lei stessa racconterà nell’autobiografia Jane Fonda la mia vita finora (Mondadori). Cresciuta in una famiglia agiata, giovanissima si guadagna da vivere come modella e studia pittura, pianoforte e recitazione con Lee Strasberg cercando di non fruttare il suo cognome prestigioso.

A ventisei anni conosce il regista Roger Vadim a Parigi, dove lei si è recata per partecipare al film diretto da René Clement Crisantemi per un delitto al fianco di Alain Delon. I due si sposano e hanno una figlia Vanessa. Vadim la introduce nel mondo intellettuale parigino, ma la spinge a una vita sessuale piuttosto trasgressiva per una ragazza cresciuta con certi valori. Insieme al marito gira Il piacere e l’amore, 1964; La calda preda, 1966; Barbarella ispirato a un fumetto erotico-fantastico e l’episodio Metzengerstein di Tre passi nel delirio entrambi del ’68.

Jane, pur vivendo in Francia, torna più volte a lavorare in America accettando parti importanti in Cat Ballou; 1965; La caccia, 1966; E venne la notte e A piedi nudi nel parco, 1967, quest’ultimo tratto da una commedia di Neil Simon al fianco dell’amico Robert Redford. La sua carriera cinematografica va a gonfie vele. Nel ’70 è nel set di Non si uccidono così anche i cavalli ? diretto da Sidney Pollack, film ambientato durante la Grande Depressione del ’32 e nel ’71 è agli ordini di Alan Pakula nei panni di una prostituta di classe in Una squillo per l’Ispettore Klute, 1971, ruolo per il quale vince l’Oscar. Sono gli anni caldi della sporca guerra del Vietnam molto contestata da buona parte dell’opinione pubblica americana. Jane per protesta nel ’72 vola ad Hanoi, dove si fa fotografare seduta su di una batteria antiaerea (per questo sarà soprannominata Hanoi Jane). Un vero e proprio scandalo.

Nello stesso anno è nuovamente in Francia per Crepa padrone, tutto va bene, una riflessione sulla lotta di classe nella società contemporanea firmato da Jean- Luc Godard. Nel ’73 divorzia da Roger Vadim e ritorna negli Usa, dove è protagonista di Giulia del ‘77 diretto da Fred Zinnemann dal romanzo autobiografico di Lillian Hellman; Tornando a casa del ’78 di Hal Ashby dedicato al dramma dei reduci dal Vietnam e Il cavaliere elettrico del '79 di Sidney Pollack ancora con Robert Redford, un western moderno a sfondo ecologico contro il consumismo, l’affarismo e la stampa servile. Negli anni Ottanta Jane cambia pelle e si dedica con passione alla ginnastica aerobica lanciando libri e video cassette in giro per il mondo al fine di diffondere la salute del corpo. Il suo Jane Fonda’s Workout, un programma di allenamento fisico, è molto popolare soprattutto tra le donne americane. La star attraversa però, come confessa nel suo libro, anche periodi bui condizionati da bulimia e da disordini alimentari. Riconciliatasi con suo padre Henry ormai gravemente malato con il quale aveva rotto i rapporti per diverso tempo, nel ’81 recita con lui e Katharine Hepburn in Sul lago dorato di Mark Rydell. Nel ’90 dopo il divorzio anche da Tom Hayden sposa il fondatore della CNN Ted Turner; un legame che durerà fino al 2001.

Instancabile alternando cinema, televisione e teatro, non cessa di dedicarsi ad attività sociali aprendo un campeggio per ragazzi bisognosi e impegnandosi nella campagna a favore dei profilattici per i giovani. Nel settembre scorso insieme a Robert Redford è premiata alla Mostra del Cinema di Venezia con il Leone d’oro alla carriera. Il loro quarto film girato insieme Le nostre anime di notte commuove il pubblico veneziano. Jane Fonda, la diva dalle molte vite probabilmente non finirà di stupirci. In fondo ha solo ottanta anni!

Pierfranco Bianchetti