Negozi storici, saperi e piaceri

Negozi e aziende storiche di Palermo

Domenica 17 giugno in piazza San Domenico la città ha festeggiato i negozi e le aziende storiche di Palermo. Sul palco, Maria Antonietta Pioppo, giovane giornalista e prima Executive Wine Master in Sicilia, ha condotto agilmente la cerimonia di premiazione. Sono 50 i negozi e le aziende che hanno raggiunto almeno 50 anni di attività, a conduzione familiare e con doti di eccellente qualità. Il riconoscimento di Confcommercio, nella persona della Presidente Patrizia Di Dio, cui si è aggiunta la menzione del Mosaico di Palermo a cura dal sindaco Leoluca Orlando, comprende anche locali di tradizione, antichi mestieri e alberghi storici palermitani; gli esercizi possono anche non essere associati alla Federazione.

La procedura di riconoscimento continuerà nei prossimi mesi e altre feste seguiranno. Confcommercio riunisce le associazioni di categoria e persegue, oltre agli obiettivi sindacali, un rinnovamento della società civile ed economica che garantisca serenità e benessere. Gli storici sono solo una minima parte dei numerosi negozi che Palermo può vantare. Malgrado la crisi e le chiusure, la città può ancora vantare la quantità e la qualità dei suoi piccoli/grandi imprenditori.

Per meglio comprendere il significato del riconoscimento, nel mese di maggio avevo intervistato la dottoressa Patrizia Di Dio, la Sovrintendente ai Beni Culturali, architetto Lina Bellanca, e l'architetto Adriana Chirco, storica dell'arte che ha dedicato documentati libri al territorio cittadino. La suddivisione in quartieri mi è stata suggerita proprio da queste letture.

Seguendo i consigli delle tre esperte ho quindi iniziato il viaggio pedestre nelle strade cittadine per incontrare, intervistare e fotografare i protagonisti. Il percorso corrisponde in buona parte all’antica strada fenicia. Oltre alle storie familiari e alle attività anche di antica origine (solo per esempio, segnalo che Tutone Anice Unico fu fondata nel 1813 quando in Europa c’era ancora Napoleone) ho cercato di comprendere meglio i valori artistici e architettonici dei luoghi commerciali che visitavo. Basti ricordare gli ambienti e gli arredi sempre curati e datati in varie epoche; addirittura una decina i veri e propri musei che documentano l’attività nel tempo. È facile notare che il valore degli immobili e delle attività è molto attraente per investitori italiani e esteri; va ben al di sopra del troppo citato turismo, tanto ingombrante quanto miserello.

Perfetto il logo degli storici ideato da Eleonora Lo Iacono, secondo l’autrice: “l'idea di base si riferisce alle storiche insegne Liberty, rielaborate in chiave moderna”.
A suffragare il legame dei negozi con il territorio, la loro propulsione per l’economia e la cultura cittadina, segnalo la partecipazione delle associazioni Cassaro Alto, Progetto Policoro, Terradamare e Salvare Palermo che con l’occasione ha dedicato ai negozi alcuni articoli della rivista, che è distribuita presso gli stessi. La direttrice Rosanna Pirajno l’ha firmata e poi ci ha lasciati, proprio domenica.

A cura di Claudio V. Riolo, palermilano



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