Faust (o) male quotidiano

Vincenzo Pirrotta, sanguigno Faust(o), si ispira al testo cinquecentesco di Christopher Marlowe e lo rende universale. Puntuale come la sveglia del mattino, la tragedia si recita ai primi di novembre con la festa di Ognissanti, la commemorazione dei defunti, il centenario dell’armistizio che suggellò la prima Guerra Mondiale: 70 milioni di uomini coinvolti, 9 milioni di morti sui campi di battaglia, 7 milioni di vittime civili. Un’apocalisse. Nessun armistizio può cancellare nella memoria il confine tra vita e morte. Nessuno può dimenticare e Pirrotta, autore, regista, scenografo, costumista (che dire di più?) riesce a emozionarci anche con la forza del linguaggio siciliano. Chi si meraviglia ricordi che il toscano Giovanni Pascoli nei Canti di Castelvecchio (scritti nel 1903) elenca oltre cento espressioni di origine contadina che, a suo illuminato dire, sveltiscono il linguaggio e consentono una comprensione istantanea. Le prime sono proprio siciliane: vedo svedo. Chi scrive confessa tranquillamente di aver compreso solo due parole dello spettacolo, Mefistofele e Lucifero, ma si è commosso, emozionato, deliziato, stizzito, esaltato, disperato per 70 minuti. Non è stato facile trattenere l’applauso a scena aperta. Il corpaccioso Pirrotta e la femminilissima Cinzia Maccagnano si dividono in parti eguali l’amministrazione del bene e del male ma senza farsi troppo coinvolgere dalle lusinghe dei due contrapposti angeli custodi. La coppia di attori coordina perfettamente gesti e linguaggio; le braccia, le gambe, i corpi esprimono la complessità dei sentimenti: Faust(o), improvvisamente umile, si rende conto dello squilibrio tra 24 anni di potenza e la dannazione eterna; in un lampo di lucidità prega disperatamente Dio che lo salvi. Ma si comprende facilmente che sarà condannato anche per la vigliaccheria con cui è pronto a rinnegare prontamente l’umiltà precedente. Non capita spesso anche a noi?

Pirrotta urla al cielo il desiderio di potenza e lo spasimo della disperazione, si trascina sulla schiena come un rettile mostruoso, spingendo sui calcagni; inginocchiato, martella a terra e ripetutamente il capo tanto che vorresti urlargli: “basta basta”. Cinzia- Mefistofele gli appare bendata come Lazzaro, su un’altalena ben più profetica di quella di velluto rosso che dondolava Joan Collins. Che la storia finisca male per Faust(o) lo si comprende dalla divisa simil nazista delle SA Camicie Brune con cui si presenta, incolonnato sugli stivaloni di pelle nera. Lo spettatore si aggrappa a una nota di speranza nel tango della splendida e sensuale Cinzia, tanto si sa, la seduzione è un gioco che finisce sempre bene. Ma sarà lo stesso Faust(o) a riconoscer­­e che avendo venduto l’anima, il bene più prezioso che ha ricevuto da Dio, non meriterà perdono e passerà l’eternità nel regno di Lucifero, rosso come il suo mantello e l’abitino vedo svedo di lei/Mefisto. Di colore non ce n’è molto nell’essenziale scenografia di Pirrotta, anche perché non c’era posto nella ridondanza e ricchezza della coppia di attori che trovano maggior risalto nel buio della scena, nei quattro specchi a scomparsa, nei cilindri di luce che li rapiscono alla vista, nel dondolio dell’altalena, nel martellare ossessivo dell’ultim’ora.

Nello scroscio di applausi finali (finalmente, Palermitani!) ci coglie il dubbio che in questi cento anni le cose non siano andate tanto bene; solo la maestria di artisti come il duo Pirrotta Maccagnano e la magia del Teatro ci induce al sorriso e alla speranza .. che lo spettacolo abbia altre repliche.

Claudio Riolo

Faust ovvero arricogghiti u filu
alla sala Strehler del Teatro Biondo fino al 4 novembredi
Vincenzo Pirrotta con Cinzia Maccagnano e Vincenzo Pirrotta
da la Tragica storia del dottor Faust di Christopher Marlowe
musiche Originali Luca Mauceri
regia scene e costumi Vincenzo Pirrotta
assistente alla regia Marta Cirello
luci Nino Annaloro
produzione Teatro Biondo Palermo
tel 091 7434341

Obicà
Rinascente via Roma 4° piano
Menu dedicato agli spettatori del Teatro Biondo
Due portate € 16, tre portate € 21



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