Il presepe raccontato da Salvo Piparo

La natività è un formidabile spettacolo e nella sua semplicità, con gli attori che si contano sulle dita della mano e la puntata magica dell’Epifania, evoca sentimenti universali e commoventi. Per un teatrante dei giorni nostri non è facile reggere il confronto. Ci riesce Salvo Piparo con gli strumenti del suo stupore e la bacchetta magica dell’antico racconto in metrica, il cunto. Salvo iniziò a scrivere e recitare per rievocare la mancanza di una persona cara. Nel contempo volle stimolare il ritmo nel racconto teatrale. Convinto che la tradizione si rinnova con un pizzico di sale e pepe se l’intelligenza la sa sprizzare con giudizio. Da ragazzo frequentava i teatri palermitani con il padre, apprendeva e imparava dalle scarpe che ridevanoe dalla universale profondità dei racconti popolari.

Dopo l’anteprima a Betlemme (e dove sennò?) e i 1600 studenti di qualche giorno fa, il viaggio di Giuseppe e Maria migranti, si riproporrà a Palermo il 22 dicembre. Sul fondale del Politeama, unico addobbo teatrale, il Presepe è raccontato da Salvo Piparo e Costanza Licata, oltre a canti, danze e otto orchestrali che suonano cento strumenti; si svela la città con gli incantamenti e i mostri, i tesori e gli inganni che gli anziani accettano e i giovani fuggono.

Teatro Politeama, 22 dicembre 2018, ore 21
Platea e palchi €15,00 Galleria 10,00 + diritti di prevendita
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