Caffè Letterario 28 febbraio

Partecipanti: Guido Santoro architetto, Giuseppe Siragusa storico, Carmelo Furcarino e Rosa Ponte artisti, Pietro Tramonte libraio, Massimo Di Martino giornalista e Germana Poma ingegnere, Francesca Leone ristoratrice, Claudio Riolo pubblicista, Toni Riccio avvocato e Tania Restivo insegnante
Qui sotto sono riportati 7 interventi
1.. Per parlare del miglioramento alla nostra città si deve scartare un approccio da tifoso (meglio o peggio) ma entrare nel merito delle cose utili e interessanti; per esempio rifiutiamo l’approccio della politica, delle associazioni, degli interessi aziendalistici e di quegli stimoli che si caratterizzano per interessi particolari. Ci si metta invece in campo con iniziative che nascano chiaramente dalla cultura; a tale proposito dobbiamo ricordare che la città - e soprattutto il centro storico - è figlia di un tessuto ampio e profondo che consentiva di far convivere in uno spazio ristretto del borgo le classi meno agiate e quelle più ricche; le prime abitavano i piani bassi e le altre erano al piano alto. Convivevano negozi e artigiani, la banca, il forno, lo stagnaro e il droghiere. Ripensando a quella città che si è costruita in millenni non dobbiamo temere limiti alla fattibilità né tantomeno limitare l’attività della progettazione: tutto il meglio è ancora possibile in un mondo che cambia velocemente; nelle nostre case pochi anni fa c’erano le cassette video ora abbiamo in tasca un dispositivo che ci avvicina al mondo. Non vorrei citare Vittorio Sgarbi ma devo riconoscere che è nel giusto quando osserva che la fruizione dell’arte è cambiata. Un tempo la Cappella degli Scrovegni era riservata al principe, oggi tutti la possono ammirare. Questo è un grande vantaggio ma il rischio è la banalizzazione, una sorta di Disneyland che consente alla gente di guardare tutto ma non riconoscere il valore delle meraviglie. Palermo ha una caratteristica particolare che riguarda il suo centro storico. Nelle altre città d’Europa la rigenerazione, quella di cui si è parlato in questa sede con tanta enfasi ed entusiasmo è avvenuta nei quartieri periferici e nei centri ma da noi abbiamo ancora palazzi bombardati del 1943. E probabilmente la speculazione non ha avuto interesse per intervenire nel centro storico. Non abbiamo difficoltà a comprendere come sia stato difficile il restauro e la rigenerazione dei tre palazzi che compongono l’albergo che ci ospita, come ci ha raccontato il proprietario. Sono certo che bisogna comprendere le profonde differenze di classe, i differenti interessi e poi comprendere cosa si possa fare, quale virtuosità politica per la gestione di una comunità che ora sembra non voler comprendere. L’avvocato diceva che bisogna fare un progetto esecutivo che coinvolga elementi tecnici progettuali e fattibilità. Tutti devono poter condividere il progetto stesso, siano essi professionisti, negozianti, amministratori della città, semplici cittadini; e stiano insieme in questo sistema progettuale. Abbiamo esperienze positive in alcune istituzioni universitarie e riconosciamo anche che alcune associazioni, come quella dei negozianti del Cassaro siano partiti dal basso e si siano ritrovati autorevoli di fronte alla pubblica amministrazione. E non si fidino di consulenti . Ricordo, per scherzare e terminare, quella storiella di colui che incontra un gregge sulla strada e per farlo spostare interloquisce con il pastore. Questi indovina la sua professione "Lei è certamente un consulente d'azienda perché pensa che io non conosca il numero delle mie pecore e ha scambiato il cane per una di loro...."

2.. La citata associazione del Cassaro Alto nasceva tre anni fa e in una bella mattina d'estate i negozianti si presentavano all’aperto di fronte alla Cattedrale e anticipando la fortunata iniziativa della via dei Librai. In un angolo dello stesso piano gli architetti Ciro Lomonte e Guido Santoro presentavano un libro. È confortante osservare quanta strada sia stata fatta d'allora e incontrare ancora quelle persone impegnate nel progetto di migliorare la città. Pensando alle attività promozionali e collettive dei negozi, il secondo passo sarà di portare i potenziali clienti all'interno dei negozi stessi. Esistono positive iniziative nell'isola e nella altre regioni.
Il progetto di una città più bella, rigenerata nei palazzi e nelle strade, ha l'intento di portare investitori. Forse più denaro e più duraturo del tanto decantato turismo. La valorizzazione riguarda ingegneri, informatici, esperti di logistica, agronomi e ancora ancora; tanti giovani - e non - che ora devono emigrare. Il futuro non è solo nella cucina.

3.. Molti cittadini pensano che la Sovrintendenza - e il Comune nel centro storico - spesso ostacolino le modifiche qualitative dei locali. Dovrebbero rilasciare un parere e invece limitano la gestione degli spazi pubblici che sono essenziali per la popolazione. La loro attività non è sempre chiara; recentemente si è rilevato un caso che da dimostrato come l'uso dello spazio pubblico in concessione diventi più caro di un'area privata. Non è un caso la vicenda della negoziante del Cassaro che è stata raccontata (anni e anni per non ottenere nulla e per lo più temere la perdita della licenza).
La proposta del concerto è emozionante ma potrebbe richiedere un'organizzazione troppo complessa per un risultato non all'altezza delle aspettative.
In alternativa si pensi ad avvicinare l'attività al negozio in modo tale che i servizi offerti per tutta la stagione garantiscano dei buoni risultati.

4.. Attraverso la cultura si crea confidenzialità e se ne dovrebbe tener conto per favorire l'attività dei negozi del centro storico che hanno difficoltà. Cogliendo spunto da un prossimo avvenimento farò una considerazione. A giugno verrà a Palermo il presidente della Cina con un seguito di duecento persone; evidentemente ritengono che il nostro sia un bel Paese degno di visita. Penso che si dovrebbero definire progetti ben strutturati, tenendo conto delle opportunità per tutte le attività interessate. Coinvolgere anche i beni pubblici meno conosciuti. Bisogna ricordare che la nostra burocrazia è un terribile ostacolo per chi voglia operare. Burocrazia borbonica, di un re che veniva a Palermo per scappare dalle rivoluzioni e se andava a Villa a fare ricottine. Con l'unità d'Italia i Savoia aggiunsero tasse vergognose.
Un buon aiuto verrà dalla stampa locale e sono certo che appoggerà favorevolmente i nostri progetti.

5 .. Nel corso dell'incontro è stato presentata una bozza di progetto per offrire concerti, da un colloquio con il direttore del Conservatorio Alessandro Scarlatti.

6 .. Proposta l'edizione di un'opera - carta e web- che descriva le attività commerciali e l'arte.

7 .. Lette alcune pagine del libro di Carmelo Fucarino, opera davvero interessante, documentata e facilmente leggibile, utile per i professionisti e gli appassionati.
Cucina siceliota e latina in età classica edizioni Pungitopo € 18,00 in libreria



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