Renaissance e l'agricoltura biodinamica

Ma cos'è esattamente l'agricoltura biodinamica? Si tratta di un metodo agronomico che muove dalle indicazioni e dagli impulsi dello scienziato Rudolf Steiner, negli anni venti del '900. In seguito all'introduzione in agricoltura di metodi industriali-intensivi (concimi chimici, fertilizzanti ecc.), la qualità delle derrate agricole e la fertilità dei suoli erano crollate. Per questo Steiner tenne varie lezioni per agricoltori in cui il tema centrale era la salute della terra, attraverso il mantenimento della fertilità e biodiversità nelle aziende agricole. Il principio fondamentale della biodinamica e attivare la vita nei suoli in modo che le sostanze presenti possano essere liberate e assimilate dalle piante nella misura necessaria.

La presenza di concime chimico frena e disturba questo processo naturale, alterando l’autoregolazione ovvero l’adattamento alle condizioni esterne; quello che di solito chiamiamo l’equilibrio della natura. Lo incontriamo nel nostro corpo, nei nostri muscoli che si rafforzano se vengono usati. Viceversa, questa caratteristica e del tutto assente nel mondo inorganico dove il prolungato uso porta alla distruzione, non alla costruzione.
Nel nostro metabolismo il processo di autoregolazione viene influenzato e guidato da sostanze presenti in quantità minima, per esempio vitamine, ormoni, enzimi e microelementi. Mangiando determinati alimenti noi possiamo influenzare il nostro metabolismo e la nostra salute.

Anche nella terra troviamo questo processo di metabolizzazione di sostanze organiche e possiamo aiutarlo, migliorarne l’efficacia attraverso accorgimenti specifici quali l’impiego della rotazione, del cumulo e dei preparati biodinamici che altro non sono che strumenti per rafforzare la capacita auto regolatrice della terra, delle piante e dell’azienda agricola nel suo complesso. La biodinamica intende il suolo, le piante, gli animali, l’uomo e l'azienda agricola come degli organismi viventi che fanno parte di un unicum armonico. A questo scopo prevede l'uso di alcune preparazioni naturali opportunamente allestite, potenziate e dinamizzate, di semplice utilizzo ma di grande forza.
L’agricoltura biodinamica e, più che una scienza, una filosofia di vita. Una scienza si fonda su ipotesi, tesi, test di laboratorio. La scienza si basa su prove inconfutabili, la fede si basa su credenze. Ma, attenzione, non c’è niente di più evidente dell’agricoltura biodinamica. I risultati che l’applicazione di questo metodo portano sono evidenti per chi, come noi, lavora in vigna ogni giorno. Anno dopo anno abbiamo visto migliorare il terreno, diventando più scuro, ricco di humus, vivo. E un terreno vivo non può che generare prodotti sani. Prodotti che sono espressione del nostro territorio e frutto della nostra passione per esso.

In fondo la biodinamica non è altro che un ritorno a un’agricoltura tradizionale, con un approccio olistico. L’agricoltura come la vedevano una volta i contadini, e quindi, non solo mirata a produrre prodotti di qualità, ma anche a preservare la vitalità e produttività del terreno che costituiva la loro unica fonte di sostentamento. Tenendo conto delle stelle e dei pianeti. D’altronde se la luna influenza le maree perché non dovrebbe influenzare le vigne? Le piante sono esposte alla luce del sole, alla luna e ai pianeti che hanno cicli e ritmi scanditi. L’agricoltura biodinamica tiene conto di queste influenze tramite il calendario biodinamico, per programmare le varie attività agricole e migliorare cosi la qualità dei prodotti. Inoltre per incoraggiare le connessioni tra il regno animale, vegetale e minerale vengono utilizzati appunti vari preparati biodinamici; prodotti tramite elementi di origine organica e minerale e vengono utilizzati in precisi momenti dell’anno per energizzare e rivitalizzare terreni, composte piante.
Attualmente la biodinamica e uno dei migliori metodi agronomici conosciuto per consentire un'agricoltura sana, vivente e in grado di migliorare ed arricchire i suoli in cui viene applicata, quindi di garantire la propria praticabilità nel futuro. Essa dona frutti ricchi di gusto, di vera capacita nutrizionale e che interpretano in modo autentico il loro territorio. Naturalmente si tratta di un metodo in continua sperimentazione e in continuo divenire, per cui diventa fondamentale la connessione tra l'uomo che lo pratica e il luogo in cui viene applicato.

Il gruppo Renaissance des Appellations lavora da anni contro l'applicazione dei metodi industriali in agricoltura, per la rinascita delle campagne e per promuovere il ruolo centrale che il vignaiolo ha come interprete e ambasciatore del suo territorio. Non si tratta solo di produrre vini ma anche di tutelare e tramandare una conoscenza legata ad antiche pratiche e varietà di prodotti che senza il lavoro di questi uomini andrebbero persi.
Per Renaissance des Appellations l'agricoltura biodinamica e l'agricoltura del futuro. Un futuro che sta nell'originalità del gusto, nelle emozioni che esso provoca. Oggi i vini si somigliano tutti, perché chiunque può riprodurre un gusto, grazie ai lieviti commercializzati dalle multinazionali. Ecco perché difendendo l'originalità, spiegando e diffondendo questa verità del gusto, il ruolo di Renaissance des Appellations diventa fondamentale. Un compito di divulgazione e di insegnamento di un metodo agricolo alternativo a quello industriale e intensivo che tanti danni sta provocando per la salute dei terreni e dei consumatori. Farsi trascinare su questa strada è una follia; bisogna tornare ai 30 ceppi di lieviti naturali, che danno sapore ad un vino intimamente legato al territorio.

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