La letteratura di viaggio

Viaggiatori per scelta, non turisti per caso.
Viaggio oltremare, viaggio d’oltralpe, viaggio in auto, viaggio in aereo, viaggio fuori porta, viaggio con gli amici, viaggio con la famiglia, viaggio di nozze, viaggio scientifico, viaggio al centro della terra e potrei continuare. Se considerassimo la letteratura di viaggio scopriremmo la sua variegata ricchezza, affascinante e veritiera.

Nel 1858 Gaspare Palermo descrisse minuziosamente e in 800 pagine la città di Palermo. L'itinerario si compie in cinque giornate. L'opera è monumentale e merita attento studio. Ai primi del ‘900 si distinse, senza concorrenti, Dall’Italia di Hermann Hesse, notazioni culturali frutto di due viaggi, nel 1901 e 1903; Hesse s’innamorò perdutamente del Bel Paese tanto da scrivere, al confine tra Austria e Italia: “Entriamo nel paese dove la gente diviene più bella perché beve vino e non birra” (Oscar Mondadori). Nel 1909 il corrispondente in Italia di un quotidiano tedesco, Hans Barth, scrisse Osteria, guida spirituale alle osterie d’Italia (Franco Muzzio Editore); non è un racconto di vino ma la descrizione dell’Italia classica accanto a ostesse e gaudenti. L’introduzione di Gabriele D’Annunzio, appena ritornato dall’esilio francese, è frizzante, un tantino sfrontata e pruriginosa. L’austero Alfredo Panzini, linguista e cantore della campagna (I giorni del sole e del grano) che incontrava Barth nella redazione del Corriere della Sera, poco prima dell’inizio della prima guerra mondiale giudicò improbabile un libro con quel titolo e ancor più sgradevole l’introduzione. La guerra separò definitivamente i due scrittori. Quindi cito brevemente il Viaggio in Italia (Baldini & Castoldi) di Guido Piovene, realizzato tra il 1953 il 1956, ricco documento della vita economica e sociale nelle regioni italiane, non dovrebbe mancare sulla scrivania di chi s’interessa al territorio.

Di quell’operoso e indimenticabile dopoguerra, ricco di speranze, ecco La lunga strada di sabbia di Pierpaolo Pasolini (1959), reportage per il mensile Successo e corredata da fascinose fotografie in b/n (Edizioni Contrasto).
Infine tre gioielli di Antoine de Saint-Exupery, il creatore del Piccolo Principe, viaggio fantasioso per grandi e piccini, uno tra i libri più letti al mondo. Nel 1929 Gallimard pubblicò Courrier Sud, nel ’31 Vol de Nuit (prefazione d’André Gide), nel ’39 Terres des Hommes. Sono dodici i racconti, milioni di copie, che il leggendario pilota dei leggeri aerei postali dedicò alle avventurose trasvolate sugli oceani e sui deserti. Tutti noi amiamo sognare che nel 1944 sia salito direttamente al cielo nel suo ultimo volo sul Golfo del Leone. Come Glenn Miller, sulla Manica, stesso anno, stessi ideali.