Caffè Letterario - Il lavoro

La carica dei quindicimila
Costituzione della Repubblica italiana art. 4 - La Repubblica riconosce a tutti cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società.
Leggendo questo articolo della Costituzione viene in mente una foto degli anni ‘30 esposta dietro al banco di un bar: tre eleganti giovinotti di Centuripe scrivevano all’amico Peppino chiedendo notizie della sua nuova vita milanese; qualche tempo dopo anch'essi emigrarono. Degli stessi anni la foto del tram che correva verso Monreale – in un tratto era a cremagliera - fino alla soppressione nel ‘41. L'altra foto ritrae il tram a Milano e tutt’oggi, dopo settant’anni, non ha cambiato né percorso né numerazione. Ora ci avvertono che il domani porterà maggior divario tra Nord e Sud. Ma il problema riguarda tutta Italia.

Che fare? Molti ritengono che solo i posti di lavoro, e subito, possano preservare i giovani dall'emigrazione. Anche in alternativa a investimenti più onerosi e meno proficui. Infatti il lavoro soddisfa chi lo cerca mentre produce benefici e servizi alla società.

Che volere di più? Le politiche del lavoro si attuano velocemente ma richiedono conoscenza economica, specifiche competenze, visioni sociali, cultura e coraggio. Questo è il cosiddetto marketing, cioè immaginare un prodotto, realizzarlo, far tornare i conti. Tutt’altra cosa della pubblicità e della comunicazione tanto abusata.
A proposito di lavoro, alcuni hanno suggerito che si assumano prima di tutto maestri elementari; quindi autisti di autobus per incrementare le corse e per garantire spostamenti rapidi e decenti; bigliettai per accertare la correttezza dei passeggeri. Non dimentichiamo che le città hanno bisogno di alberi; un tempo si piantavano ovunque, ora c’è chi preferisce distribuire fioriere fra strade, piazze, marciapiedi, cortili. Sono ingombranti, costose, inutili e spesso pericolose, nulla a che vedere con il verde. Ai tempi della Conca d’Oro i giardinieri statali garantivano la bellezza della città e la sanità dei cittadini.

Ma si può governare una città senza controllo del traffico? Bene assumere vigili urbani da quartiere. E visto che parliamo di strade pensiamo ai parcheggiatori e al controllo delle soste, eliminando distorsioni malavitose. Talvolta si aprono nuovi negozi ma la mancanza di parcheggio preclude l’attività. Sono necessarie subito ampie aree di sosta; solo a titolo d’esempio perché non l’ex Castello a mare di Palermo utilizzato saltuariamente per concerti? Per il futuro sono comunque auspicabili multiripiani sopraelevati e non costosi parcheggi sotterranei con tempi biblici di fabbricazione. Ma veniamo all’agricoltura, importante risorsa di cui dispone la Sicilia. È un’esclusiva non ben valorizzata quindi servono veterinari, agronomi, casari. Senza dimenticare addetti alla logistica e all’informatica. Pensiamo al benessere con infermieri e addetti agli anziani. E per aiutare chi viaggia è importante la funzione delle guide specializzate, degli storici. Così abbiamo elencato una quindicina di categorie professionali che sul territorio isolano potrebbero comprendere 15.000 persone assunte …. entro dicembre 2019. Con la creatività di chi legge e aggiungendo le esigenze nazionali, questa cifra potrebbe essere ben più consistente. E non si dica che manca il denaro: abbiamo letto di budget ben più sostanziosi e meno proficui.

30 maggio 2019



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