La Milano cinematografica che cambia

Rinasce lo storico multisala Gloria e scompare definitivamente il Maestoso
di Pierfranco Bianchetti

Milano, sabato 21 aprile 1928. Vi è tutto il pubblico delle grandi occasioni davanti al nuovo cinema Gloria in Corso Vercelli, dove di lì a poco verrà proiettato, in anteprima rigorosamente a inviti, il film “Bardelys il magnifico” diretto da King Vidor e interpretato dal divo dei divi della Hollywood dell’epoca, John Gilbert. Una pellicola di ambientazione storica ambientata in Francia ai tempi di re Luigi XVIII. Dopo il discorso del commediografo Enrico Serretta, tutti gli esponenti più importanti della cultura meneghina, prima della presentazione del lungometraggio, visitano questa moderna struttura nata come cineteatro che abbinerà le proiezioni cinematografiche con l’avanspettacolo. Il Gloria, distrutto dalle bombe incendiarie del 1943, verrà poi ricostruito nel ’46. Negli anni Settanta la zona Vercelli si trasforma progressivamente in quartiere della borghesia cittadina e inevitabilmente il locale di prima visione si impone sulla piazza di Milano tra le sale di maggior prestigio. Rilevato da Notorius Cinemas nel gennaio scorso, il Gloria dopo mesi di chiusura causa Covid-19, riapre completamente rinnovato ponendosi come nuovo modello di intrattenimento basato sui più elevati standard tecnici audio e video, comfort di altissimo livello, accoglienza qualificata, location accurate, cura e pulizia degli ambienti, informatizzazione e automazione dell’area ticketing. Le due sale Marylin e Garbo sono state dotate di poltrone estensibili per un maggiore comfort nella visione con una capienza posti rispettivamente di 283 e 270.

Per un cinematografo che rinasce, un altro muore definitivamente, si tratta del Maestoso sito in Corso Lodi. Costruito nel 1912 con il nome di Cinema Roma, poi Cinema Italia e dal 1975 Maestoso, ha resistito fino alla chiusura avvenuta nel 2007. Nel 2013 occupato per alcuni mesi dal collettivo “Ri-Make” in segno di protesta e utilizzato per la proiezione di film, il Maestoso è stato oggetto di interesse dell’Anteo Spazio Cinema guidato da Lionello Cerri per la realizzazione di una multisala. Un progetto, però, mai decollato. L’ex cinema sta per rinascere, ma come palestra con piscina, anche se i realizzatori della struttura hanno previsto, come premio di consolazione per i cinefili milanesi, l’esposizione nell’atrio del futuro centro sportivo di cimeli storici del locale che negli anni Cinquanta era molto amato dai teddy boys, giovani proletari sul modello del James Dean di “Gioventù bruciata”, riuniti in bande di quartiere per imporre la loro legge e le loro regole. Questi frequentatori assidui di bar, di balere come il Ragno d’oro e il Principe, ma anche di luoghi della socialità quali il Circolo Bellezza diventato Arci nel 195, erano clienti fissi anche dei cinematografi Carcano, Massimo, Minerva e Lux. Tutto questo prima della profonda trasformazione della società italiana degli anni Sessanta cambiata radicalmente con la nascita della televisione, della motorizzazione di massa e di un benessere economico maggiore. Nuove realtà filmiche di zona hanno però preso il posto dei locali scomparsi, come Il Cinemino di via Seneca, 6, un luogo piccolo, ma raccolto diventato un centro di aggregazione permanente, nato grazie all’intraprendenza di un gruppo di amici, tutti operanti nel mondo dell’intrattenimento, il cui amore per il cinema si è mescolato con quello per la città di Milano. Il piccolo cineclub è caratterizzato da una programmazione di film italiani, con preferenza per la produzione milanese e titoli stranieri in lingua originale proposti in fasce orarie differenti e i giorni diversi della settimana. E ancora attivi nel quartiere sono il Cinema Wanted Clan di via Vannucci 13, dedicato ai film più “ricercati” provenienti dai festival, vincitori di premi, apprezzati sia dal pubblico che dalla critica, e la Fondazione Prada di Largo Isarco, 2, specializzata in rassegne cinematografiche a carattere internazionale, la cui programmazione riprenderà a settembre.

Pierfranco Bianchetti