Maria, piccola storia triste - La guerra negata

Prologo
Ebbene sì.
Abbiamo accanto queste donne forti, energiche, valorose, non si spaventano di fronte a nulla.
Contadine, laureate, d’ogni genere, sottomesse, rinnegate, vittime della Storia ed anche, spessissimo, dei mariti.
Badano ai nostri anziani, in questa Europa, vecchia di secoli, non più capace di amare la saggezza della canizie e trarne vantaggio.
Arrivano sole, e sole restano, lavorando come muli, per la nostra cura e il nostro benessere;
i soldi che guadagnano li spediscono a casa.
In questo contesto storico-geografico, esiste un piccolo Paese, chiamato Ucraina, che non ha avuto la fortuna di entrare nel grande bluff dell’Unione Europea.
Nella piccola Ucraina è in atto una guerra, negata da tutti.
Si spara e si uccide ai confini tra Russia e Ucraina, ma il mondo finge che ciò non esista.
In questi territori lontani, (tre giorni di autobus, seduti su scatoloni, varcando i confini in modi più o meno legali), inizia questa piccola storia triste.
Ma noi speriamo che abbia un felice epilogo.

Protagonisti
La Mamma
Due lauree, elegante, divisa bancaria, giovane, carina, colta, intelligente, varca i confini piena di speranze ….
Lo stipendio ucraino non copre neppure il mantenimento alimentare.
La guerra incombe, la fame anche….
Tornerà per portare con sé la piccola Maria, questo è il progetto.
Ma viene lasciata, in una notte nera come la pece, in uno strano posto marchigiano che fa concorrenza al terzo mondo, per pericoli, igiene, e strani personaggi in aria di caporalato. Senza soldi.
Dopo tante traversie, maltrattamenti e fregature varie, la Mamma giunge a Senigallia ….
Si bella a specchio dell’Adriaco mare” scrisse il Carducci.
La Mamma chiede asilo politico, ma questa sarà la sua rovina, non verrà mai riconosciuto.
Siamo un Paese che cambia idee e governo ogni cinque minuti.
Siamo un Popolo che ama gli stranieri, ma straniero in casa propria, intrappola i suoi stessi figli.
Non ha uno status e neppure un medico, se non quello per stranieri.

Maria, la Figlia
Maria, a tre anni, giocava coi colori.
Aveva un talento intrinseco fin dalla nascita, dalla sua testa uscivano forme, immagini, sfumature, senza che nessuno le avesse mai insegnato a tenere in mano una matita.
Maria soffre in silenzio, disegna e aspetta sua Mamma.
Passano gli anni ….
Maria ora ha quindici anni e vive a Kanev, città dell’Ucraina, con sua nonna.
Da cinque anni non vede sua Mamma, se non per telefono……
E Maria disegna….
Sogna e disegna…
Il suo Universo giapponese, i suoi personaggi fantastici, i suoi colori densi di emozioni….
Maria sogna e disegna quella vita fantastica, che tutti gli adolescenti meriterebbero di avere.
Maria vive nei suoi disegni, li manda alla Mamma, ci parla, ci gioca ….
Maria aspetta un futuro.

Epilogo
Stiamo ancora cercando un finale felice, che ricongiunga Mamma e Figlia.
Che ponga fine a questa guerra negata.
Ci si è messo anche il Covid ……
E, chissà ….
Che non sia un disegno di Maria che diventi realtà?
Claudia Girolimini