L'erba del vicino è sempre più verde

Deliziosa commedia di Stanley Done.
Victor Rhyall (Cary Grant) e la moglie lady Hilary (Deborah Kerr) sono due aristocratici inglesi che per mantenersi sono costretti ad aprire ai turisti il loro castello situato a Osterley Park a nord di Londra. Un giorno un milionario divorziato Charles Delacro (Robert Mitchum) in vacanza in Inghilterra conosce lady Hilary e se ne innamora perdutamente. La donna non insensibile al suo fascino con una scusa lo raggiunge a Londra per passare qualche giorno d’amore. La cosa non sfugge al marito Victor messo al corrente della tresca dalla loro amica Hattie Durant (Jean Simmons), un’amabile svampita che lo vorrebbe sedurre da tempo. Da buon flemmatico anglosassone refrattario alle scenate di gelosia, il marito tradito invita il rivale al castello per passare il week end. Qui tra bevute di cognac, gin e whisky, eleganti nei loro abiti da sera Victor, Hilary, Charles e Hattie conversano amabilmente anche se i due uomini non mancheranno di scambiarsi eleganti battute al vetriolo senza mai trascendere nelle quali è evidente il contrasto culturale tra gli yankée e gli inglesi di sangue blu. Durante la serata Victor decide con la complicità del maggiordomo Trevor Sellers (Moraty Watson) di sfidare Charles a duello con la pistola. Lo scontro a fuoco si risolve con il leggero ferimento del padrone di casa anche se poi si scoprirà che entrambi i contendenti avevano in realtà barato… Colpita dalla determinazione con la quale il marito è riuscito a riconquistarla Hilary dice addio a Charles che lascia il castello in auto al fianco di Hattie felice di aver ereditato dall’amica la pelliccia di visione regalata dal milionario americano. Diretto con mestiere da uno specialista della commedia spumeggiante come Stanley Donen, il film, tratto da un testo teatrale di Hugh e Margaret Williams, mette in campo un quartetto di attori coi fiocchi straordinariamente doppiati da Gualtiero De Angelis (Cary Grant), Lydia Simoneschi (Deborah Kerr), Giulio Panicali (Robert Mitchum) e Rosetta Calavetta (Jean Simmons). Peccato che nell’edizione italiana si perdano inevitabilmente le sfumature della lingua di Skakespeare.

Pierfranco Bianchetti