L'uomo ombra: cocktail, party, milionari eccentrici, investigatori dilettanti e un cane

Nick e Nora Charles, una coppia della buona borghesia di Manhattan - New York che vive spensieratamente tra ricevimenti, cocktail, ristoranti di lusso, amici altolocati, maggiordomi impeccabili e il loro simpatico cane fox-terrier di nome Asta, sono coinvolti nella sparizione misteriosa di uno scienziato (l’uomo ombra del titolo) dopo che Dorothy, la figlia dello scomparso, ha chiesto aiuto a Nick, ex detective della polizia che affiancato dall’efficientissima moglie Nora, inizia le ricerche. La faccenda però si complica quando appaiono due cadaveri che pare siano opera dello scienziato sparito. I coniugi Charles con notevole intuito riusciranno a risolvere il caso diventando ben presto una coppia di investigatori ben più scaltri della polizia ufficiale. Con questo film, il secondo girato insieme, la coppia William Powell e Myrna Loy da vita a una delle serie cinematografiche più famose degli anni Quaranta che sbanca al botteghino. È il 1934 e Hollywood tenta di far dimenticare la crisi di Wall Street del 1929 risuscitando la buona borghesia dei quartieri alti apparentemente destinata al tramonto che qui invece appare felice e senza problemi avendo a disposizione molto tempo libero da impiegare nel migliore dei modi. La Metro Goldwyn Mayer, una delle major più attente verso i gusti del pubblico americano, produrrà altri cinque film, Dopo L’ uomo ombra, 1936, Si riparla dell’uomo ombra, 1939, Lo ombra dell’uomo ombra, 1941, L’ uomo ombra torna a casa, 1944 e Il canto dell’uomo ombra, 1947, tutti tratti da un racconto di Daniel Hammett e tradotti per il grande schermo dagli sceneggiatori Frances Goodrich e Albert Hackett. Mischiando il genere suspence con la commedia sofisticata tra coppe di champagne, bicchieri ghiacciati di martin dry e di whisky di marca, William Powell, l’irresistibile Nick dai baffetti ironici, dalla voce suadente e dall’aria vagamente alcolica e Myrna Loy, la signora Charles, donna di classe dall’elegante ironia, fanno faville affiancati dal loro cane, il fox- tierrier Asta (nella finzione perfettamente addestrato) capace di suscitare negli spettatori tante risate per la sua assoluta mancanza di coraggio che lo porta a nascondersi sotto il letto appena fiutato il minimo pericolo ! La popolarità di Asta pari a quella del famoso Rin Tin Tin contribuisce insieme ai dialoghi spiritosi al successo di L’ uomo ombra. A causa dell’ostracismo fascista la serie arriverà da noi solo nel dopoguerra quando Hollywood potrà riversare nei nostri cinema affamati di novità una marea di titoli congelati negli anni dalla censura antiamericana. Diretto da W. S. Van Dyke e girato in soli diciotto giorni, il film inaugura un nuovo filone, il giallo rosa e dopo aver incantato il pubblico del 1934 avrà ancora la possibilità di far divertire le generazioni successive. Nel 1969 curiosamente L’ uomo ombra sarà distribuito nelle sale tedesche rimanendo in cartellone per parecchie settimane e nel 1978 la Tv italiana, Rai Due, per fare contenti gli appassionati del genere metterà in onda nel 1978 tutta la retrospettiva completa con commento di Tullio Kezick ottenendo un buon indice di gradimento. Erano gli anni nei quali la nostra televisione meritoriamente proponeva cicli e rassegna di alto livello culturale. Altri tempi….
Pierfranco Bianchetti