Il territorio di Baucina


I percorsi naturalistici e archeologici del Comune di Baucina ricordano, secondo il professor Giuseppe Giaccone (Distretto turistico della Costa Normanna), il contributo letterario e filosofico di Francesco Petrarca. Nella lettera scritta nel 1336 al suo consigliere spirituale Padre Dionigi da Borgo San Sepolcro (Familiares IV, 1.), descrive la sua salita insieme al fratello sul Monte Ventoso (Mont Ventoux) presso Avignone e la scoperta della percezione del paesaggio naturale che lo circonda. L’uomo si rapporta con la natura nella dimensione soprattutto spirituale, può anche non vedere il paesaggio ma immaginarlo secondo la sua esperienza e in compagnia di altri osservatori.

Il professor Giaccone analizza il territorio in profondità geografica e culturale indicando concrete prospettive di benessere socio economico. Il paesaggio collinare e montuoso del territorio di Baucina è articolato in contrade collegate da antiche strade, le trazzere e regge trazzere. Ancor oggi sono utili alle attività produttive o al turismo, a piedi o in fuoristrada. Flora e fauna selvatiche si accompagnano a antichi insediamenti umani dell’epoca preistorica, periodo greco e romano fino a bizantini, arabi e normanni. Baucina si può considerare oltre che un piccolo distretto modello, un gioiello socio naturalistico.

Le colline di Monte Falcone, Carrozza e Malamoneta sono scogliere di un mare antico (15-20 milioni di anni fa) dove è possibile trovare fossili (banchi di ostriche) marini e osservare lembi di spiagge fossili con ciottoli piatti aggregati da sabbie grossolane. Su queste colline vi è una necropoli con tombe che vanno dal periodo Sicano a quello Greco e fino all’Arabo-Normanno. Il geosito della formazione Terravecchia è un’antica fiumara di origine africana che ha drenato le formazioni del Sahara da Scillato fino a Salemi. I ciottoli arrotondati venivano usati per fare il selciato delle strade e delle piazze, mentre le parti più fini venivano modellate per costruire le pietre mole; per arrotini e artigiani.
Il geosito della formazione gessoso-solfifera che interessa il Bivio Balatelle e le contrade Margio, Chiarello e Torre è formato dai resti dei Laghi Mare originati dall’evaporazione di bacini marini alla fine dell’epoca terziaria. Il paesaggio è molto suggestivo con formazione di doline e di fenomeni carsici con torrenti sotterranei che alimentano sorgenti di acqua amara. Antiche cave di gesso costellano il territorio ricoperto da una vegetazione dominata dai cespugli bianchi di Artemisia e da numerose orchidee selvatiche. Resti di torri di guardia e di vecchi mulini ad acqua si trovano tra Baucina e Villafrati lungo una trazzera percorribile anche in macchina.

Il geosito dei Monti di Calamigna, ospita, tra l’altro, resti di un villaggio preistorico a Montalbano e di una necropoli araba nel vicino territorio di Traversa (Comune di Ventimiglia). Una lunga e panoramica trazzera (la Via San Marco) costeggia la montagna ed un’altra (la Via Reggia) la collega alle colline di Tumminia. Una fitta rete di torrenti attraversa le quattro formazioni con vegetazione di salici neri, di pioppi e di querce.
La conoscenza approfondita del territorio e la sua valorizzazione favoriscono l’educazione ambientale e di conseguenza si può l’occupazione e la rivalorizzazione degli edifici rurali; sono gli obiettivi Distretto turistico della Costa Normanna.

Museo Archeologico, via Fratelli Cairoli
Inaugurato nel maggio del 2013 raccoglie le testimonianze più significative dei siti archeologici presenti all’interno del territorio comunale. Tra i reperti esposti, spiccano quelli provenienti dalla necropoli di Monte Falcone, centro indigeno aperto ai contatti con i greci e i punici, e quelli del sito preistorico e medievale di Montalbano. E’ presente anche un’esposizione di campioni di rocce e di fossili delle formazioni geologiche più importanti del territorio: Formazioni e facies del Dominio Imerese del Mesozoico, Terravecchia, Baucina, Pasquasia e Trubi del Cenozoico.

Approfondimenti:

Il caprino di Petrarca