site map
Pubblicità network vinoclic
 
 
 
 
 
 

Il giardino di limoni

  INDICE DELLE RUBRICHE
L’aria è calda e profumata nel villaggio della Cisgiordania al confine della Linea Verde che separa Israele dai territori occupati, dove abita Salma (Hiam Abbass), una bella e austera vedova palestinese cinquantenne che vive sola nella sua modesta ma accogliente casa circondata da un agrumeto ereditato dal padre.

La donna è aiutata nella coltivazione dei suoi succosi limoni, suo unico sostentamento, da un vecchio bracciante al servizio della sua famiglia da molti anni.

Le telefonate del figlio maschio che lavora a New York e che la vorrebbe con lui nella Grande Mela e le rare visite della figlia con marito e nipoti, sono il suo solo conforto.
Il destino vuole che a fianco all’abitazione di Salma venga edificata la lussuosa dimora del ministro degli Interni dì Israele, il capo di Tsahal, l’esercito israeliano.

I servizi segreti posti a protezione del potente uomo politico da subito ritengono il confinante giardino di limoni centenari un luogo ideale per eventuali terroristi pronti ad entrare in azione. Un tribunale militare, quindi, delibera di distruggerlo prevedendo solo un modesto indennizzo per la proprietaria.
Salma non ci sta e dopo aver incaricato un legale palestinese di difendere i suoi legittimi interessi, inizia un’ostinata battaglia contro le autorità.

Ziad Daud (Ali Suliman), il giovane avvocato con il quale instaura un tenero legame sentimentale, porta la questione fino alla Corte Suprema dello Stato, provocando un putiferio mediatico. Giornali e tv raccontano la coraggiosa e impari lotta della vedova che ottiene però la solidarietà femminile di Mira Navon (Rona Lipaz-Michael), la moglie del ministro, anche lei costretta a vivere in una solitudine certamente più confortevole, ma per qualche verso simile a quella di Salma.

Diretto dal regista israeliano Eran Riklis, il film, nel descrivere il mondo di due donne appartenenti a popoli differenti, unite però da un comune sentimento, ci mostra senza pregiudizi uno spaccato dell’annoso problema palestinese evidenziato dalla prepotenza degli occupanti israeliani, ma anche dalla mentalità maschilista araba che costringerà Salma a troncare la sua relazione con il giovane legale, motivo di grande scandalo nella loro comunità.

Tre anni dopo il bellissimo La sposa siriana, Riklis torna alla regia scegliendo ancora Hiam Abbass quale protagonista di Il giardino di limoni, vincitore del premio del pubblico all’ultimo festival di Berlino. Un’attrice dal volto intenso e generoso presente sui nostri schermi contemporaneamente anche con un altro film, L’ospite inatteso, nel quale ricopre il ruolo di una madre siriana a New York pronta a aiutare in tutti i modi il figlio immigrato clandestino arrestato per futili motivi e ingiustamente destinato all’espulsione.

Atto d’accusa contro l’abuso di potere da parte dei più forti, ma anche chiara denuncia dell’integralismo e del nazionalismo esasperati, Il giardino di limoni ci fa riflettere ancora una volta sui complessi rapporti di convivenza in quella terra martoriata, tra ebrei, cristiani e musulmani.
Eran Riklis si conferma, insieme ai colleghi Amos Gitai, Josef Cedar, Eran Korilin, esponente di quel cinema democratico israeliano che si batte per costruire un clima sociale e politico in grado di assicurare un futuro di pace alle nuove generazioni.

2008. Israele/ Germania/ Francia. Regia di Eran Riklis. Con Hiam Abbass, Ali Suliman, Rona Lipaz – Michael, Doron Tavory.

Pierfranco Bianchetti
 
· Copertina
· RISTORANTI E VINERIE
· I VIAGGI DI RIQUADRO
· Libri e riviste
· Amici di Riquadro
· Riquadro verde
· APPUNTAMENTI
· riquadro è
· Capoverde a Milano
· CORSO DI SCRITTURA
· Quattro chiacchiere
· Ambasciatore delle Arti
· Cucina e vini
· Rassegne di cibi e vini