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Frost / Nixon Il duello

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È il giugno 1972, quando durante la campagna per le presidenziali . statunitensi alcuni individui sono sorpresi di notte nella sede di Washington del partito democratico, mentre stanno installando un sistema d’intercettazioni telefonicheInizia così lo scandalo Watergate che causa le dimissioni del Presidente in carica Richard Nixon, accusato in pratica di essere il mandante di questo gravissimo atto di spionaggio contro i suoi avversari politici (sarà rieletto trionfalmente nel novembre 1972 per la seconda volta, quando ancora però l’opinione pubblica non era informata delle sue manovre illegali).

Il 9 agosto 1974 Nixon è costretto a lasciare la Casa Bianca per non essere processato dal Congresso. Dopo tre anni di silenzioso esilio nella sua bella villa sul mare in California, l’ex presidente, odiato da quasi tutto il suo paese per le sue azioni disoneste e soprattutto per aver mentito sotto giuramento, accetta a fronte di una cifra consistente, seicentomila dollari, la proposta di David Frost, un giornalista televisivo inglese che ha condotto per molti anni popolari talk show, una specie di dandy del piccolo schermo.

Un’intervista esclusiva davanti alle telecamere che sarà condotta in quattro momenti nell’estate del 1977. Frost, mentre cerca di raccogliere il denaro necessario, si prepara con scrupolo all’incontro studiando a fondo le carte processuali alla ricerca di un indizio che possa farlo confessare (si era dimesso dalla presidenza senza avere, di fatto, riconosciuto pienamente le sue colpe). A sua volta il furbo Nixon pensa di utilizzare le interviste con il poco competente, almeno sul piano politico, Frost, per rilanciare la sua immagine pubblica, forse puntando perfino ad un clamoroso ritorno sulla scena pubblica. Finalmente arriva il grande giorno della sfida e nei primi tre match tv Nixon si dimostra abile e dialettico come sempre, ma nella quarta ed ultima puntata egli cede incalzato dal suo intervistatore e pronuncia un’imprevista e clamorosa confessione: “ Si, ho commesso errori, orribili errori, di sicuro indegni di un Presidente.”.

Frost ha vinto a dispetto di tutti i colleghi che non lo ritenevano all’altezza della situazione. L’ex presidente, ascoltato per l’occasione da oltre quarantacinque milioni di telespettatori, il programma d’informazione, secondo lo scrittore James Reston, più seguito nella storia della televisione, ritorna invece mestamente nel suo ritiro californiano, contribuendo, però a diffondere presso l’opinione pubblica un’immagine di se più umana e molto meno dispotica ed arrogante di quella conosciuta nel corso del processo Watergate.

Diretto dall’ottimo Ron Howard (A Beautiful Mind; Cinderella Man; Apollo 13), il film, tratto dall’omonima opera teatrale di Peter Morgan messa in scena a Londra per la prima volta il 10 agosto 2006, è interpretato da un superbo Frank Langella (Diario di una casalinga inquieta, Dracula, Superman returns) nel ruolo di Nixon, affiancato da un altrettanto eccezionale Michael Sheen (già rivelatosi un credibile Tony Blair in The Queen), in quello di Frost. I due si confrontano in un duello recitativo straordinario e danno corpo ad una tipica pellicola appartenente al vecchio e caro cinema liberal americano; un filone da sempre seguito con interesse da milioni di spettatori in tutto il mondo. Qualche volta la giustizia trionfa anche da noi, almeno sullo schermo …

2009. Usa. Regia di Ron Howard.
Con Michael Sheen, Frank Langella, Kevin Bacon, Rebecca Hall.


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