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Verso l’Eden

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Elias è un giovane di bell’aspetto, dai grandi occhi chiari e dai folti capelli scuri. Ammassato in una malconcia carretta sul mare insieme a tanti altri disperati vaga verso il suo Eden, verso la Terra promessa , che nel suo caso è l’affascinante Parigi, la Ville des Lumières dei suoi sogni, lontano dalla miseria, dalla fame, dalla guerra. Sbarcato clandestinamente sulla spiaggia di un lussuoso villaggio di vacanze per nudisti e inseguito dalla polizia, è costretto a subire le attenzioni di un omosessuale, a fingersi un idraulico e un cameriere, a trasformandosi perfino in un assistente di un illusionista incaricato di allietare con i suoi trucchi le serate degli ospiti. Elias accetta di buon grado anche la calda accoglienza nel letto di una bella signora tedesca quarantenne, che lo aiuta a proseguire la sua odissea verso Parigi, dove spera di ritrovare il mago che gli ha offerto un lavoro.

Dopo molte disavventure per le autostrade europee e una drammatica esperienza come lavoratore precario in una fabbrica clandestina, Elias arriva finalmente nella capitale francese, città nella quale i poliziotti sono perennemente alla caccia dei clandestini e una troupe televisiva gira dappertutto, ma poi non inquadra mai la vera realtà delle cose ….

Questo giovane smarrito in un mondo pieno d’ostilità, dove ogni tanto qualche lampo d’umanità emerge dall’indifferenza generale (il cameriere di un ristorante che impietosito gli lascia mangiare gli avanzi di un pasto; un’affascinante vedova che gli regala un’elegante giacca del marito defunto, in grado di trasformarlo in un cittadino rispettabile), ritrova finalmente il suo illusionista. Da lui ottiene in regalo una bacchetta magica, con la quale accende come per incanto la Tour Eiffel. Egli capisce che il futuro dipenderà solo dalla sua determinazione.

Commovente e appassionante riflessione sul tema dell’emigrazione dei giorni nostri, Verso l’Eden, diretto da Constantin Costa- Gavras<7i>, indagatore insuperabile della realtà contemporanea (Z- L’orgia del potere; L’ Amerikano; Missing; Amen), è un film che appartiene a pieno titolo ad un certo tipo di cinema sociale, quello di film memorabili quali, L’emigrante di Charlie Chaplin; Il cammino della speranza di Pietro Germi; Il ribelle dell’Anatolia (America, America) di Elia Kazan; Rocco e i suoi fratelli, di Luchino Visconti e Pane e cioccolata di Franco Brusati; storie di povera gente costretta a lasciare la propria terra per costruirsi lontano una vita migliore.

Il nostro Riccardo Scamarcio, qui nel suo primo vero ruolo internazionale, è Elias una sorta di Tati, Chaplin e Keaton, incuriosito, ma mai veramente spaventato da un mondo duro e impietoso. Costa- Gavras, con il suo sguardo attento e partecipe si conferma un autore che non ha smesso di indignarsi per le ingiustizie del nostro pianeta alle quali è doveroso non rimanere indifferenti.

2009. Francia/Italia/Grecia. Regia di Konstantin Costa- Gavras.
Riccardo Scamarcio, Eric Caravaca, Juliane Koehler, Ulrich Tukur, Anny Duperey.

Pierfranco Bianchetti
 
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