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Nemico pubblico n° 1 – L’ora della fuga

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Rientrato in Francia dopo l’esilio in Canada, Jacques Mesrine, criminale efferato dalla spiccata personalità, riprende la sua vita di spavaldo rapinatore di banche imprendibile e sfrontato (svaligia gli istituti di credito francesi due alla volta), aiutato da un altro killer soprannominato La Portaerei, ma è alla fine catturato dal commissario Broussard, un poliziotto tenace che gli dà la caccia da tempo.

Mesrine si dimostra all’altezza della fama che si è costruito. Corre all’ospedale travestito da medico per assistere il padre gravemente malato (gli sussurra “le banche erano chiuse e così sono venuto a trovarti!”) e sfida spudoratamente le autorità prima di essere circondato in un appartamento parigino dai poliziotti guidati da Broussard. Quando decide di arrendersi, lo fa alla sua maniera. Apre la porta e offre una bottiglia di champagne appena stappata al suo avversario.

Processato, disarma nel tribunale di Compiègne le guardie e fugge dopo aver preso in ostaggio i suoi stessi giudici. Rilascia interviste alla stampa e ricorre per muoversi liberamente nel paese ad ogni tipo di travestimento. Evade dalla prigione La Santé in modo rocambolesco con l’astuto compagno di detenzione Francois Besse. Dopo altri assalti alle banche e al Casinò Deauville, sequestra un ricco e losco uomo d’affari e tenta di rapire perfino un magistrato, il giudice Petit.

È in questo periodo, il 1978, l’anno in cui sposandosi tra l’Italia e Londra incontra la bella e spregiudicata Sylvia Jeanjacquot, che il bandito subisce una sorta di conversione esistenziale. Scrive l’autobiografia L’istinto di morte e si dichiara estremista politico (è ammiratore delle brigate rosse italiane che hanno appena assassinato il presidente Aldo Moro), influenzato da Charlie, un portavoce della sinistra.

Le forze di polizia sulle sue tracce non credono però a queste sue presunte motivazioni ideologiche. Il determinato commissario Broussard forma una squadra d’agenti scelti denominata anti- Mesrine per eliminare quello che è ormai definito da anni Il nemico pubblico n° 1. Il 2 novembre 1979 in Place de Clignancourt, in pieno centro a Parigi, è ucciso a colpi d’arma da fuoco nel corso di una vera e propria esecuzione.

Nemico pubblico n. 1 – L’ora della fuga è il titolo della seconda parte del film diretto da Jean Francois Richet e interpretato da Vincent Cassel, costretto a ingrassare venti chili per rendere credibile il personaggio del più noto criminale francese degli anni Sessanta e Settanta, abile nell’attirarsi le simpatie di parte dell’opinione pubblica grazie al suo temperamento da guascone e da esibizionista (“che cosa ha fatto con i soldi delle rapine ? gli chiede un giudice e lui spavaldamente risponde: “li ho messi in banca vostro onore. È ancora uno dei posti più sicuri dove tenerli”). Forti polemiche hanno accompagnato l’uscita della pellicola di Richet dal ritmo avvincente e spettacolare, accusata da alcuni di enfatizzare troppo romanticamente la figura di questo gangster.

Vincent Cassel, attorniato da ottimi caratteristi, Mathieu Amalric, Olivier Gourmet, Gerard Lanvin e Ludivine Sagnier, ha il ghigno perfetto per rendere affascinante questo Vallanzasca in versione transalpina sicuramente molto più feroce nella realtà che nella finzione cinematografica.

2009. Francia. Regia di Jean Francois Richet.
Con Vincent Cassel, Ludivine Sagnier, Mathieu Amalric, Gerard Lanvin, Olivier Gourmet.


Pierfranco Bianchetti
 
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