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Piero Citati al Louvre

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Piero Citati, su La Repubblica del 24 luglio 2009, lamenta la concezione moderna dei musei che li trasforma in eventi mostruosi; milioni di persone accorrono ma sono ignare dell’arte. Ecco, di seguito, un breve estratto dell’articolo che naturalmente non fa fede dell’originale.

Per leggere l’articolo, cercare su google “la repubblica” e quindi “Citati al Louvre” Vi spiego perché il Louvre è il museo peggiore del mondo, Piero Citati, la Repubblica — 24 luglio 2009

“Il nuovo Louvre non è fatto per accogliere amanti dell' arte …..., si può fare di tutto: mangiare, comprare libri, passeggiare, chiacchierare, amoreggiare, correre, fare jogging, dormire, sognare: mai guardare un quadro. ……. Musei mostruosi come il Louvre o mostre egualmente mostruose degli ultimi anni, derivano da un' idea sinistra che da quaranta anni infesta la cultura moderna. Un museo è un evento, una mostra è un evento …. bisogna moltiplicare gli spettatori, farli giungere dal Giappone e dalla Tasmania, stipare le sale, fino a farle diventare irrespirabili, mentre code di quattro chilometri si allungano sui quais e sulle piazze. Gli ottomilionicinquecentociquantamila visitatori non sanno, per la maggior parte, niente: non capiscono niente: non amano la pittura…… Anni fa, all' Aja, una bellissima esposizione di Vermeer è stata distrutta dall' ente organizzatore (credo una grossa banca). Le sale erano colme di folla: i respiri soffocati e i rantoli si mescolavano ai brividi estatici di ammirazione: gocciole di sudore bagnavano i colori, causando danni irreparabili. Vedere i quadri era assolutamente impossibile, perché li avevano disposti (almeno otto) in salette di dodici metri quadrati, dove non si poteva fare un passo. ……….. Un buon museo deve essere piccolo, semivuoto, e silenzioso. Ce ne sono ancora moltissimi: a Parigi e a Roma e in tutto il mondo; musei odiatissimi dai Ministri della Cultura e del Turismo, perché non portano milioni di euro nelle casse dello Stato. Questi musei vanno difesi con ogni cura ed attenzione. Non bisogna ammettervi comitive guidate, né scolaresche festose e indifferenti. … I ragazzi si ribellino. Frequentino da soli la Galleria Borghese, o il Musée de Cluny o il Musée Guimet, fermando gli sguardi su un tocco di colore o una linea ardimentosa, cercando di capire senza l' aiuto di nessuno. Poi, in biblioteca, troveranno libri che potranno soccorrere i loro occhi entusiasti. “

Nella foto un eccezionale raccolta d’arte poco nota, Gam Galleria d’arte moderna a Palermo
 
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