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Revanche ti ucciderò

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Alex è un tipo sfortunato. Dopo aver trascorso in prigione alcuni anni, lavora come buttafuori tutto fare in uno squallido locale notturno di Vienna, dove si sfruttano tante povere giovani venute dall’Est. Quarantenne, folti baffi, un modo di fare da duro, ma in realtà debole e sottomesso al suo capo, un grassone proprietario del postribolo, è innamorato ricambiato di Tamara, una prostituta ucraina, ma è costretto a tenere segreta la relazione perché i rapporti sentimentali tra dipendenti sono assolutamente vietati.

L’uomo di tanto in tanto va a trovare, ma solo quando ha bisogno, il vecchio nonno contadino piuttosto malandato in salute, che vive in una fattoria immersa nel verde della campagna vicina ad un tranquillo stagno. Stanco della sua vita inutile ed aiutato da una riluttante Tamara, Alex decide di tentare il tutto per tutto. Ha ideato un piano per rapinare la banca di un paesino della zona; un colpo che gli permetterebbe di fuggire lontano insieme alla sua donna. Il destino vuole che all’uscita dalla banca, subito dopo la rapina egli, ancora incappucciato, si imbatte in Robert, un giovane poliziotto in servizio abitante con la dolce moglie Susanne in una linda villetta nei pressi della casa del nonno.

I due fuggono, ma la loro auto è investita da alcuni colpi di pistola sparati dal tutore dell’ordine, che purtroppo colpiscono a morte la povera ragazza. Abbandonato il corpo di Tamara nel bosco, Alex sconvolto e disperato ritorna a lavorare nella fattoria anche per evitare di essere identificato dalla polizia che gli da la caccia.

Qui però il suo comportamento introverso e silenzioso attira l’attenzione di Susanne affezionata da tempo al vecchio contadino che viene spesso a trovare anche per colmare il vuoto affettivo di un matrimonio senza figli. I due ben presto diventano amanti. Si crea così una situazione carica di tensione con Alex deciso a vendicarsi di Robert, cui vorrebbe sparare, mentre questi corre apparentemente sereno nei boschi della zona.

Quando però scoprirà che il tormento e i sensi di colpa del poliziotto sono superiori al suo dolore rinuncerà al progetto criminale. La sua pistola gettata nello stagno provocherà nell’acqua dei cerchi concentrici che si esauriranno presto. La vita riprenderà il suo corso, così come le stagioni nella placida campagna austriaca…

Intriso da un senso del perdono di stampo cattolico, il film diretto da Götz Spielmann e premiato in numerosi festival internazionali (è anche candidato all’Oscar come miglior film straniero austriaco), si mette, però in evidenza per la cura con la quale disegna i personaggi della storia e per un’ambientazione e un’atmosfera psicologica di grande efficacia. Un’ opera delicata ed interessante da non perdere.

2009. Austria. Regia di Götz Spielmann.
Con Johannes Krisch, Ursula, Strauss, Andreas Lust, Irina Potapenko, Hannes Thanheiser

Pierfranco Bianchetti
 
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