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Jonathan Nossiter e i vini naturali

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”Nel momento in cui molti italiani sentono che il loro paese sta scivolando verso una forma di dispersione culturale e sociale , i recenti cambiamenti del mondo del vino in Italia offrono non solo una forma di speranza per la natura del vino ma anche un esempio di libertà e impegno etico per ogni forma di attività culturale nel mondo intero”. Così inizia il libro di Jonathan Nossiter, Le vie del vino (Einaudi € 16,00) presentato a Palermo all’inizio di maggio all’Institute Français Palermo, con la collaborazione del direttore Eric Biagi e di Fabrizio Carrera, direttore di Cronache di Gusto. Una splendida serata per gli appassionati del buono e del bello, iniziata poco prima del tramonto assaggiando vini naturali siciliani (prodotti senza sostanze chimiche in cantina e in vigna) sul terrazzo dell’Institute, con il seducente sfondo e panorama dei giardini della Zisa, il palazzo normanno nato per gli ozi dei re normanni nella seconda metà del del XII secolo. La serata è continuata in un cinema del centro di Palermo con la proiezione di Rio Sex Comey, il nuovo film di Nossiter.

Nel libro Le vie del vino, Jonathan Nossiter, valente regista e simpatico intrattenitore, suggerisce una protesta contro il conformismo imperante; basti ricordare che il titolo originale è Le goût e le pouvoir. Soprattutto è portatore di una luminosa speranza, simboleggiata concretamente dai vini naturali di cui è profondo conoscitore e ambasciatore; ma non ama essere definito sommelier, concetto che “afferma un potere non democratico contro il vino … L’uva è esperienza del territorio, con i suoi pregi e difetti. La ricerca di un vino perfetto è orribile, visto che non esiste neppure una persona perfetta”.

Nossiter è nato a Washington nel 1961, è vissuto in cinque Paesi tra Nuovo e Vecchio continente; si considera un rappresentante delle generazioni che hanno goduto del benessere del secondo dopoguerra; da qui l’ottimismo, le ragionate certezze e anche il rispetto delle altrui opinioni. “Il vino naturale è fatto da vignaioli che protestano, rifiutano la tecnica, idealmente vicini a Pasolini, a Gramsci, a Bernanos, portatori di una democrazia che non vuole schiacciare chi non sia d’accordo.

Da non perdere, tra i numerosi film di Nossiter, Mondo Vino distribuito in Dvd, premiato a Cannes nel 2004 e considerato manifesto culturale dei vini naturali. Molti intellettuali, nei momenti di crisi della società hanno saputo interpretare la necessità di cambiamento proponendo stili e modelli ispirati alla naturalità, richiamando la semplicità senza nulla togliere al benessere e alla qualità della vita. Ascoltando Nossiter è facile ricordare l’ironia di Ennio Flaiano e le esilaranti Storie Naturali di Carlo Levi, accostarlo al Po cinematografico di Mario Soldati, al piacere del vino e alle donne di Luigi Veronelli, solo per fare qualche esempio.

I vini di alcuni produttori siciliani di vini naturali e deliziose specialità gastronomiche hanno accompagnato le chiacchiere. In particolare: Faro 2009 Bonavita di Giovanni Scarfone, Messina, Sp 68 Ross di Arianna Occhipinti; Pythos Anfora 2010 Cos di Giusto Occhipinti; Malvasia delle Lipari di Paola Lantieri; Gibril 2010, azienda agricola Guccione; Maqué Rosato, Porta del Vento di Marco Sferlazzo, Camporeale; Etna Rosso Doc 2010, di Frank Cornelissen; Aetneus 2007 Custodi delle Vigne dell’Etna di Mauro Paoluzi; Suber 2009, Azienda Agricola Daino, Grillo 2010 Nino Barraco, Marsala; Isolano 2010 Valdibella.
Pane nero Antico Forno Castelvetrano di Ottavio Guccione; dolci della Dolceria Donna Elvira, Modica


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