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Danisinni Palermo Ridente

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Danisinni è un piccolo magico paradiso; per scoprirlo basta lasciare la strada che da piazza Indipendenza porta alle catacombe dei Cappuccini. Percorrendo una stradina sinuosa si arriva in pochi minuti a una conca abbassata rispetto al piano circostante, una piazza contornata da case basse; in un angolo si eleva una bianca chiesetta settecentesca, Sant’Agnese; difficile da scordare la loggetta campanaria a tre piccole arcate e il timpano triangolare che le sormonta. La Messa festiva delle ore 11,00 è affollata di fedeli affezionati alla piccola comunità locale e desiderosi di contribuire al suo benessere. La funzione è officiata da Fra Mauro, giovane Cappuccino e convincente predicatore. Alla gioiosa e serena spiritualità che effonde unisce la concretezza di un programma che può affrancare questo angolo di estrema povertà. A lato della chiesa s’intravvedono un cortile interno, il campetto, e l’ampio salone che potrebbe diventare teatro. Infine la vista si apre su una spianata verde, coltivata a orto-giardino, con un accenno di giardino biblico. Decine di animali di campagna zampettano sulla terra: galline e galli, tacchini, papere, due cavalli e un asinello, pecore. Sullo sfondo si disegna una corona di alti palazzi, color terra, che ricordano altre atmosfere mediterranee o mediorientali; i campi coltivati con ordine nobilitano queste architetture senza ambizioni. Il terreno agricolo è frutto di un accordo di comodato d’uso con la parrocchia; nel contempo un qualificato Istituto d’Arte ha progettato una collaborazione per qualificare l’ambiente. I due cappuccini che conducono la Parrocchia hanno saputo attrarre decine di volontari (citiamo solo a titolo d’esempio Mara, Giusi, Pippo, Giuseppe). Coltivano la terra, accudiscono gli animali; ancor più impegnativa l’assistenza alle famiglie, il sostegno parascolastico ai bambini, il poliambulatorio realizzato con medici volontari di numerose specialità. È nato un simbolo che raffigura un sorriso in una goccia d’acqua sottolineata da Danisinni Palermo Ridente: da questa piazza del sud non si levano grida ma sorrisi, per dimenticare miseria e sofferenza, riscoprendo gioia e benessere.
Consultare: Palermo la città ritrovata, itinerari fuori le mura, Adriana Chirco, Dario Flaccovio Editore, 2006
 
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