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Il colore della libertà

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Nel Sud Africa del 1968, in piena Apartheid, il sergente della polizia carceraria James Gregory, è trasferito con la sua famiglia, la bella moglie Gloria e i figli Brent e Natasha, sull’ isola di Robben Island, dove sono rinchiusi i detenuti più pericolosi, tra i quali Nelson Mandela, leader del movimento contro la discriminazione razziale.
Nella prigione Gregory, che è un tipico Afrikaner bianco favorevole alla separazione tra bianchi e neri, è ingaggiato dal Servizio Segreto per carpire, grazie alla sua conoscenza della lingua Xhosa, quella parlata dai neri, le informazioni più riservate che si scambiano i detenuti.

Inizia così un rapporto tra lui e Mandela, che con il passare degli anni si trasforma in un’ amicizia.
Affascinato dalla personalità del futuro Presidente del paese, il carceriere imparerà a comprendere i valori della libertà e della democrazia.
In lui si rispecchia il riscatto di una nazione attualmente impegnata nel difficile ma inarrestabile processo di pacificazione e di superamento dell’ Apartheid, una delle pagine più tristi del continente africano.

Il regista danese Bille August racconta i ventisette anni di reclusione del premio Nobel per la Pace 1993, Nelson Mandela, evitando la trappola della santificazione, ma non riesce a rendere credibile la conversione di Gregory alla lotta per i diritti civili, a causa di una sceneggiatura piuttosto traballante.

2007, Germania/Belgio/Sudafrica/Gran Bretagna. Regia di Bille August.
Con Joseph Fiennes, Dennis Haysbert, Diane Kruger


Pierfranco Bianchetti
 
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