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Tutta la vita davanti

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Marta, giudiziosa ragazza palermitana che studia da anni a Roma, dopo aver conseguito la laurea in filosofia con il punteggio di cento dieci e lode, inizia a cercare un lavoro consono alla sua preparazione.
Naturalmente l’impresa è destinata all’insuccesso e a lei non rimane che accettare un impiego da baby sitter e da telefonista in un call center della Multiple Italia, un’azienda che commercializza un moderno elettrodomestico.

La giovane, colta, gentile e curiosa, scopre attraverso questo lavoro un mondo assurdo e bizzarro, costituito da esaltate ragazze telefoniste e venditori invasati da danze motivazionali, da ridicole premiazioni ai migliori e punizioni umilianti a coloro che non raggiungono nel corso del mese risultati apprezzabili circa le dimostrazioni pratiche a domicilio “del tutto senza obblighi” del diabolico elettrodomestico.

Il gruppo è guidato da Daniela, una bella quarantenne capo – telefonista, ora indulgente, ora severa, sempre pronta a spronare le ragazze a fare meglio.
Tra i venditori Multiple spicca Lucio 2, un simpatico sbruffone gasatissimo, che tra l’altro corteggia insistentemente Marta.

Carismatico boss della società è Claudio Santarosa, uomo apparentemente sicuro di se, ma in realtà disperato nella sua vita privata. Ai margini di questo piccolo pianeta folle, si aggira Giorgio Conforti, un sindacalista della Cgil, che tenta di predicare il verbo delle tutele sindacali in quella moderna landa senza diritti.

Marta giorno per giorno mette a fuoco, dietro la facciata da villaggio vacanze in quella tristissima periferia romana nella quale ha sede la ditta, una violenza inquietante e uno sfruttamento di tante persone private delle minime garanzie. Afflitta da vari problemi ( il fidanzato è partito per San Francisco come ricercatore universitario e la madre a Palermo sta morendo di cancro), Marta trova però nella convivenza con Sonia, una ragazza madre molto sexy, ma anche vicina al totale smarrimento e a sua figlia, la piccola Lara, un’ancora di salvezza.
Forse il futuro sarà meno negativo di quello che sembra….

Ottavo lungometraggio di Paolo Virzì ( Ovosodo, Caterina va in città, N – Io e Napoleone), Tutta la vita davanti è un’agghiacciante fotografia, mascherata da commedia con toni grotteschi alla Pietro Germi, che affronta una delle tragedie più sentite della nostra epoca: la precarietà e la perdita dei diritti acquisiti dai lavoratori fino agli anni Novanta.

A dir poco fantastici e motivati tutti gli interpreti, da Sabrina Ferilli, la capo telefonista a Massimo Ghini, il super boss; da Elio Germano, il venditore in procinto di esplodere a Valerio Mastandrea, il sindacalista sfigato, non dimenticando naturalmente Isabella Ragonese, la protagonista Marta e Micaela Ramazzotti, la fragile Sonia.

Il film di Virzì conferma il buon momento del cinema italiano impegnato in una doverosa opera di riflessione sui mali della società nella quale viviamo.

2008. Italia. Regia di Paolo Virzì. Con Isabella Ragonese, Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Elio Germano, Sabrina Ferilli

Pierfranco Bianchetti
 
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