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Non pensarci

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Stefano Cardini è un chitarrista trentaseienne di una band del punk rock indipendente. Tra concerti, prove e dormite su divani scalcinati o nella sua automobile fatiscente, la sua vita sembra scorrere pigramente. Una sera rientrato troppo presto scopre la sua donna a letto con un collega più giovane e cade in una profonda depressione.
Decide così di lasciare Roma per tornare dalla sua famiglia in una cittadina della costa romagnola, con il desiderio di farsi curare le ferite della sua vita sentimentale e forse anche professionale, facendosi coccolare dalle persone che gli vogliono bene.

La realtà che troverà, però sarà completamente diversa: suo fratello Alberto, sposato con due bambini e in crisi coniugale, è titolare della fabbrica di famiglia che produce ciliegie sotto spirito, ma ormai sull’orlo del fallimento, mentre sua sorella Michela, dall’aria un po’ smarrita, ha preferito impiegarsi come assistente in un acquario nel quale nuotano allegramente dei delfini. Sua mamma Gisella per combattere la paura d’invecchiare partecipa a seminari sulle tecniche sciamaniche e il padre Walter, lasciata la ditta in seguito ad un infarto, gioca tutto il giorno a golf.

Le cose non vanno meglio neanche tra gli amici d’infanzia, tutti più o meno infelici della loro condizione, come Luciano detto Matrix in pieno esaurimento nervoso; Stefano che fa il vigilante, ma in realtà non riesce ad essere di conforto a nessuno e Paolo, appartenente alla famiglia più benestante e nobile della cittadina, diventato il più giovane deputato della Repubblica per seguire le orme del padre scomparso, che si sente una totale nullità ed è innamorato perdutamente di Michela.

Dal momento del suo arrivo su Stefano sembrano piombare addosso tutte le sofferenze e le infelicità altrui. La sua voglia di essere capito e protetto è vanificata perché dopo tanto tempo sarà costretto invece ad assumersi le sue responsabilità occupandosi degli altri e forse così anche di se stesso…

Gran successo di critica e di pubblico all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, dove Non pensarci è passato fuori concorso, il film, diretto da Gianni Zanasi e prodotto inizialmente senza nessuna distribuzione, è un efficace ritratto dolce –amaro dal ritmo serratissimo di una famiglia della provincia italiana. Ben sceneggiata, fotografa e diretta, questa deliziosa commedia esilarante e leggera dalle battute folgoranti ( “ Tutti devono dire tutte le loro verità a me ?” sbuffa Stefano dopo che la mamma gli ha appena comunicato una delicata notizia relativa a suo padre ), si avvale anche di un commento musicale originale che mischia laTraviata di Verdi a Chopin e ai pezzi indie –rock americani e italiani.

In quanto agli interpreti la gara a chi è davvero più irresistibile è aperta, a cominciare dal solito straordinario Giuseppe Battiston, Alberto, il fratello maggiore di Stefano, all’intensa Anita Caprioli, la sorella Michela e a Gisella Burinato e Teco Celio, mamma e papà Nardini.
Su tutti spicca naturalmente Valerio Mastandrea nel ruolo principale di Stefano. I suoi sguardi smarriti e teneri, il sorriso stentato e l’evidente ricerca di se stesso, sintetizzata da una battuta del padre che gli dice “Ognuno nella vita deve sempre andare per la sua strada”, lo confermano attore di razza ed interprete tra i più espressivi del nostro cinema.

2008. Italia. Regia di Gianni Zanasi. Con Valerio Mastandrea, Giuseppe Battiston, Anita Caprioli, Caterina Murino, Teco Celio, Gisella Burinato

Pierfranco Bianchetti
 
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