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MR 73 – L’ultima missione

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Louis Schneider è un poliziotto alcolizzato, trasandato, depresso, con la barba lunga e il vestito logoro. Schneider è un rottame da quando molti anni prima la sua famiglia è stata oggetto di una brutale aggressione. Questo investigatore a suo tempo stimato, ma oggi emarginato da tutti, lavora alla Squadra Omicidi di Marsiglia, città nella quale diversi crimini particolarmente efferati restano impuniti.
Dopo l’ennesima bravata (ha dirottato ubriaco un autobus di linea), è trasferito per punizione ad un incarico modesto, la raccolta delle denunce nel turno di notte.

Individualista incorruttibile, ma dalla schiena dritta, egli non esita a mettersi contro i suoi superiori per scoprire l’autore dei delitti di cinque donne stuprate e torturate, mentre intorno a lui opera un apparato poliziesco violento, corrotto, corporativo ed inefficiente.
L’ uomo, che vive in una squallida camera d’albergo scolando una bottiglia dietro l’altra, è poi contattato da Justine, una tenera e spaventata ragazza, i cui genitori furono massacrati, quando lei era bambina. La notizia dell’imminente rilascio sulla parola del maniaco responsabile del crimine la spinge a chiedere aiuto al detective che a suo tempo aveva seguito le indagini….

Il regista Olivier Marchal, ex poliziotto della Brigata Criminale parigina, con MR 73 – L’ultima missione, terzo capitolo della trilogia iniziata con 36, Quai des Orfèvres e Gangsters, disegna un ritratto dolente e lucido della solitudine e della disperazione dei tanti poliziotti onesti abbandonati dai poteri superiori e logorati da un mestiere che mettono sempre prima d’ogni altra cosa.

Con uno sguardo a Jean–Pierre Melville ( Frank Costello faccia d’angelo – Le samourai; I senza nome ); a José Giovanni ( Ultimo domicilio conosciuto) e a Jules Dassin (Rifili), Marchal firma questo solido polar, com’è definita in Francia la fusione tra due generi, il policier e il noir, avvalendosi della bravura di Daniel Auteuil, il commissario Leo Vrinsk di 36, Quai des Orfèvres e con il contributo di Olivia Bonamy, Catherine Marchal, Francis Renaud, Gérard Laroche, Guy Lecluyse e Philippe Nahon. La cupa fotografia è di Denis Rouden.

Francia. 2008. Regia di Olivier Marchal. Con Daniel Auteuil, Olivia Bonamy, Catherine Marchal, Francis Renaud, Gérard Laroche, Guy Lecluyse, Philippe Nahon.

Pierfranco Bianchetti
 
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