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Cargo 200

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Siamo in uno sperduto paese di provincia dell’Unione Sovietica del 1984, alla vigilia della Perestrojka, tra squallide e cupe fabbriche, strade deserte ed un’umanità assente in un contesto civile e sociale da incubo. Angelica, una bella ragazza figlia del Segretario del Comitato Regionale del Partito, accetta ingenuamente il corteggiamento del fidanzato di una sua amica nel corso di una serata passata nella discoteca locale al suono di una band che cerca di scimmiottare la musica rock.

Il ragazzo, già piuttosto ubriaco, la convince a seguirlo in auto presso una catapecchia nascosta in mezzo alla campagna, nella quale vive insieme a sua moglie, una donna rassegnata, un ex galeotto, un sognatore che crede nell’anima, ma che per vivere produce clandestinamente della pessima vodka con l’aiuto di un povero meccanico vietnamita ridotto praticamente in schiavitù. Tra grandi bevute e bollenti minestre di verdure, il padrone di casa sta intrattenendo uno spaesato professore universitario d’ateismo scientifico, rimasto a piedi durante il viaggio verso la casa della madre per un guasto alla sua autovettura.

Dal buio della notte sbuca fuori all’improvviso un individuo sinistro, frequentatore abituale del posto, che uccide l’ex galeotto e il suo “servo” vietnamita, sequestrando la ragazza trascinata poi nel suo appartamento miserabile alla periferia di una cittadina della zona, dove vive con la madre pazza in una sporcizia terrificante.

Il giovane corteggiatore di Angelica e il professore universitario, invece, si salvano del tutto casualmente dalla mattanza, mentre scopriamo che l’assassino si chiama Zurov ed è niente meno che il capitano comandante della locale polizia.

Implacabile, questo serial killer, venuto a conoscenza per motivi d’ufficio dell’arrivo di un Cargo 200 ( termine con il quale all’epoca erano indicati i pesanti aerei che trasportavano in patria le salme dei militari caduti in Afganistan), fa prelevare dall’aeroporto il cadavere del fidanzato della giovane che ha sequestrato, caduto al fronte e lo fa portare nella sua abitazione.
Qui la ragazza ammanettata al letto sarà costretta a subire altre agghiaccianti sevizie.

Il regista russo Aleksej Balabanov, già autore della pregevole trilogia Il fratello, Giorni felici e Uomini e mostri, mette in scena una delle sequenze più spaventose viste al cinema negli ultimi anni surclassando in efferatezza molti horror provenienti dal Giappone e dalla Corea del Sud. Ispirato ad un fatto reale, Cargo 200, film non consigliabile agli spettatori più sensibili, è un feroce ritratto di quella che sarà di lì a pochi anni la dissoluzione dell’impero sovietico e la fine di un mondo che non tornerà più.
In Russia i conti con la propria storia sono appena iniziati….

2007. Russia. Regia di Aleksej Balabanov. Con Agnija Zuznecova, Aleksej Polujan, Leonid Gromov, Aleksej Seregrjakov.

Pierfranco Bianchetti
 
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