site map
 
 
 
 

Eremo di Fonte Avellana

  INDICE DELLE RUBRICHE
Dopo Pergola la strada sale con ampie e comode curve. Il bosco è percorso dal Cesano, che all’inizio del percorso è un ruscelletto le cui fonti sono poco lontano.

L'eremo di Santa Croce di Fonte Avellana si eleva alle falde del Monte Catria, la sua origine risale alla fine del primo millennio; la Chiesa dedicata alla S.Croce e a S.Andrea venne edificata vicino ad una limpida fonte che scaturiva all'ombra degli alberi di noccioli.

Nelle giornate di bella stagione quando i colori della natura si stemperano dal verde del bosco all’azzurro del cielo, la pietra severa del monastero, alta sopra tutto, sembra indicare come una freccia proprio l’immensità del Creato. Nelle giornate uggiose o di pioggia, le stesse mura imponenti si uniformano al paesaggio e accolgono il viandante come un porto sicuro.

Sull’arco del portone è riportato il primo verso del canto XXI del Paradiso: “Già eran li occhi miei rifissi al volto della mia donna, e l’animo con essi, e da ogne altro intento s’era tolto“. Nello stesso canto Dante rievoca la figura di Pier Damiani e la sua invettiva contro il clero dissoluto e degenerato. Sotto la guida e la forte personalità del monaco e priore le costruzioni originarie vennero ampliate e Fonte Avellana divenne centro di riferimento religioso e sociale.

Dall'esterno colpisce la grandiosità dell'edificio; la possente torre Campanaria risale al 1482, la Basilica in stile romanico fu costruita nel 1297.

All’interno la visita inizia dallo scriptorium dove si notano le finestre disposte a modo che il sole possa indicare le ore sul pavimento e la scansione dei mesi; un tempo le finestre erano d’alabastro e amplificavano la luce del giorno. L’ordinamento dei codici liturgici, che sono 11, fu fatto con la valida collaborazione di Guido d’Arezzo; la biblioteca conserva anche un testo di Maometto, breviari e testi di musica, ma molti codici furono portati a Roma da Giulio II nella biblioteca vaticana.

Curioso notare che nel chiostro convivono gli archi acuti arabi del 1400 con quelli romanici di epoca precedente; ben visibili anche gli stemmi dei monaci avellaniti e quelli di Pier Damiani, di cui si è ricordato recentemente il millenario (1007 – 2007). La sala adiacente prende nome dalla lettura quotidiana del capitolo della regola; qui la luce solare proviene da Est a indicare la Vita e la Resurrezione. Suggestiva la Cripta, parte più antica del monastero. Nel 1325 Giovanni XXII abolì la clausura e chiuse l’Abbazia; nel 1550 Pio V sciolse l’ordine e subentrarono i camaldolesi. Il monastero accoglie pellegrini che vogliano condividere per un breve periodo la vita di preghiera e meditazione.


Fonte Avellana, tel 0721 730261
www.fonteavellana.it
collegium@fonteavellana.it
Torna al viaggio:
La via Flaminia verso Pesaro Urbino
 
· Copertina
· RISTORANTI E VINERIE
· I VIAGGI DI RIQUADRO
· Al Cinema con Bianchetti
· Libri e riviste
· Amici di Riquadro
· Riquadro verde
· APPUNTAMENTI
· riquadro è
· Capoverde a Milano
· CORSO DI SCRITTURA
· Quattro chiacchiere
· Ambasciatore delle Arti
· Cucina e vini
· Rassegne di cibi e vini