Tabaccheria Riggio dal 1920

Via Dante 82 Palermo

Il negozio esiste dal 1870 e nel 1920, post Grande Guerra, la rilevò il nonno Giulio Riggio, ma già il bisnonno aveva una tabaccheria in via Butera. Allora si vendeva, per esempio, spago, essenza per rosolio e bergamotto, brillantina sfusa, pennini; gli uomini acquistavano quanto serviva per la cura personale, dai rasoi alle lamette e schiuma da barba. Anche dolci nei giorni di festa e la cassata era custodita da una vetrinetta. Dopo i figli Giuseppe, Enrico e Rocco subentrò Carlo che la conduce tutt’ora all’insegna della conoscenza e qualità. In cento anni il mercato si è specializzato, basti ricordare accendini e pipe con nomi prestigiosi, tabacchi ricercati. Ora inizia la quarta generazione con i giovani figli Giulio e Andrea.

Sull’animata piazza Virgilio la storica tabaccheria si nota per l’ampio ingresso moderno.

Esiste dal 1870 e nel 1920, post Grande Guerra, la rilevò il nonno Giulio Riggio. Allora si vendeva, per esempio, spago, essenza per rosolio e bergamotto, brillantina sfusa, pennini; gli uomini acquistavano quanto serviva per la cura personale dai raso alle lamette e schiuma da barba. Anche dolci nei giorni di festa, la cassata custodita da una vetrinetta. Dopo i figli Giuseppe, Enrico e Rocco subentrò Carlo che la conduce all’insegna della conoscenza e qualità. In cento anni il mercato si è specializzato, basti ricordare accendini e pipe con nomi prestigiosi, tabacchi ricercati. Ora inizia la quarta generazione con i giovani figli Giulio e Andrea.

Gli interni raccontano più di un secolo di storia, l’esposizione coinvolge con attraente mirabilia, un piccolo museo che stupisce. Due ambienti si allungano verso l’interno arredati da scintillanti vetrine. Custodiscono una delle più ricche raccolte di accessori da tasca e da tavola, anche di provenienza estera, e di fattura artigianale. Davvero impossibile descrivere tutto; centinaia di accendini di tutte le fogge, compresi i Dupont; in origine Simon Tissot da una fabbrica ottocentesca di valige creò fumoir e accendini rari di lacca; non meno fantasiosa la storia dell’inglese Alfred Dunhill che prima di accendini e ricercatezze come la pipa da drive e gli occhiali per scoprire i poliziotti da strada, vendeva accessori per carrozze a motore.

La prima sala propone tabacchi, sigarette e sigari che valgono un erudito giro del mondo; il signor Carlo racconta come un italiano, Cristoforo Colombo, portò in Europa le foglie inizialmente destinate alla presa da naso, signore comprese e Caterina de’ Medici bolliva decotti per le emicranie. Con le altre vetrine si scopre che il vizio si trasformò in ricerca del piacere, in primis l’accendino. Artigianale è la pipa coniugata in ogni forma e pratica a ogni latitudine; Riggio acquista radica e le fa produrre, la prima serie è dedicata al fondatore Don Peppino. Dagli accessori per il fumo si passa ad altri interessi personali ed ecco le penne stilografiche, a titolo d’esempio cito Pineider, i gemelli per i polsini, gli strumenti meteo in forme artistiche, barometri e termometri di delicati vetri colorati, mappamondi, figurine colorate di latta, giochi da tavolo, bastoni, la raccolta è infinita, curiosa, preziosa e ammirevole.

La tabaccheria Riggio negli anni è stata raccontata da numerose pagine di libri e riviste. Fra tutti segnalo l'articolo Un tabaccaio speciale di Teresa Di Fresco per Storie di pipe, 2014

Vedi anche:

Le vetrine della tabaccheria Riggio
La storia quotidiana e un fil di fumo


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