Ravioli alla cantonese e omicidi

Mr Long è proprio un killer perfetto. Poche parole, lo sguardo impenetrabile che incute timore e la sua abilità nell’uso del coltello che gli permette di portare a termini lavori commissionati nella sua Taiwan. Ma sua vera specialità è la cucina. Al fianco del suo boss gestisce un ristorante nel quale prepara deliziosi ravioli di grande successo, ma lo fa nel più assoluto silenzio e concentrazione. Un giorno gli viene affidata una missione all’esterno, in Giappone. Deve eliminare il capo di una gang, ma questa volta le cose non vanno per il verso giusto. Catturato dalle guardie del corpo della sua vittima, nella notte è portato in una zona abbandonata per essere eliminato.

Benché ferito riesce a fuggire miracolosamente ai suoi assassini e si rifugia stanco e febbricitante in un quartiere degradato nei sobborghi di Tokyo. Trova rifugio tra le baracche abbandonate cercando di sopravvivere alle ferite. Un bambino silenzioso di nome Jun dagli occhi vivaci, comincia a portargli cibo, medicinali, vestiti senza mai dire una parola. Mr Long lentamente si rimette in salute e scopre che il piccolo vive lì vicino con la mamma Lily, una bella ragazza tossicodipendente a causa di un passato tragico. L’uomo comincia a preparare per sè e per il bambino zuppe deliziose e con una certa decisione aiuta la donna a disintossicarsi stringendo ogni giorno di più un legame profondo con il piccolo amico. Intanto il suo cibo così profumato non passa inosservato ai simpatici, teneri e stralunati abitanti del villaggio.

Ben presto la piccola comunità, dopo averlo aiutato a sistemarsi in una casa abbandonata, lo convince a intraprendere un’attività gastronomica. Tutti insieme gli costruiscono un carretto con il quale Mr Long si reca ogni giorno in un parco, dove serve i suoi deliziosi noodles taiwanesi che hanno immediatamente successo. Quando le cose vanno per il meglio (il killer sta racimolando i soldi per tornare a Taiwan), la banda dei gangster che lo cerca da tempo dopo aver costretto Lily a ricadere nella droga, lo affronta per finirlo. Lui però mettendo a frutto la sua nota abilità col coltello li elimina uno a uno con grande coraggio per poi ritornarsene a casa. Nel finale - tenero e divertente da non raccontare - l’uomo e il piccolo Jun forse avranno ancora la possibilità di rivedersi…

Sabu, uno dei registi contemporanei giapponesi più talentuosi, riesce a costruire un personaggio misterioso, spietato, ma nello stesso tempo indefinibile grazie anche all’espressività di Chang Chen, un attore riconosciuto a livello mondiale, tra gli altri per i film Happy Together, Eros e2046 di Wong Kar- Wai. La pellicola contiene almeno due momenti di alto cinema, lo scontro di Mr. Long con i suoi assalitori e la sequenza conclusiva emozionante, inattesa e tenera. E come dimenticare i piatti gastronomici che il film ci propone (ne sentiamo quasi l’odore), la zuppa di carne, i noodles, le specie taiwanesi, i ravioli cucinati con grande maestria; una sorta di modo di comunicare di uno straniero in un mondo a lui sconosciuto. Il cibo, un linguaggio universale!

Mr Long di Sabu
con Chang Chen, Sho Aoyagi, Yiti Yao, Runyin Bai
Giappone, Taiwan, Hong Kong, 2018

di Pierfranco Bianchetti