Intervista a Pino Sola

Gianni Usai incontra Pino Sola, titolare dell'omonima Enoteca Ristorante a Genova.

1) Pino Sola, mi segnali la fotografia vinicola del momento, dal suo punto di vista.

È sempre centrale il discorso qualità/prezzo. Lo impone la Crisi del periodo e la professionalità che tutti noi del settore dovremmo sfoggiare in ogni momento. Ad amici, colleghi e clienti porto sempre l'esempio del Vino ligure che si era posizionato su fasce medio-alte e che è dovuto correre ai ripari rimodulando al basso la propria fascia di prezzo. Può sembrare un cataclisma ma è importante fare i necessari aggiustamenti in corso d'opera. Ricapitolando: in ascesa vedo - e compro - solo vini dal giusto rapporto qualità/prezzo.

2) I vini che tengono il punto, in questa fase storica?

I classici B. A. B. - Brunello, Amarone, Barolo. Non risentono per nulla della crisi. Vedo molto male i Supertuscany, a parte il terzetto dei brand storici originari. vedo male anche quelli senza forte indentità o rapporto con il territorio. Questi ultimi sono destinati ad una lenta ma inarrestabile erosione di quote e fatturato.

3) Fenomeno Prosecco, commenti?

Purtroppo i grandi volumi generano grandi introiti e profitti nelle tasche di tutti gli attori.. Però diciamocelo: il Prosecco come fenomeno fa schifo! Sarà una catastrofe che le aree dedicate pagheranno pesantemente.

4) Si parla di nuove sigle fra le Associazioni, scissioni, enclavi.

Le associazioni hanno rotto il c..! Bisogna dirlo! Hanno rotto le pal.. L'unica garanzia nel Pianeta Enoteca è lo studio e la scoperta continua di nuovi vini, etichette, produttori, stop. La passione e professionalità dell'Enotecaro deve essere garanzia per tutti. Si tratta di un lavoro quotidiano che nessuna Associazione potrà mai fare al meglio!

5) Vegano si? Vegano no?

Ebbene si! Anch’io alla veneranda età di 76 anni, mi sono convertito al vegano secondo lo schema: biodinamico in vigna, biologico in cantina. Lotta ai veleni? Purtroppo dobbiamo prendere esempio dai cugini francesi che hanno la regione degli Champagne infestata da valanghe di veleni. Spiace dirlo ma i francesi sono più attenti di noi e soprattutto più reattivi nel marketing e immagine.!

Gianni Usai, 10 Marzo 2017 0re 10.37 Intervista instant redatta sotto l'influsso di Appocundria, Pino Daniele.

Versione acustica di Tommaso Amorino.