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L’ascesa di Fud e il caso Baia Sant’Erasmo

Per secoli la Sicilia è stata il granaio di Roma e il pane fa parte del menu isolano. Con la ricchezza delle specialità di campagna, gli ortaggi e la frutta, i salumi e i formaggi, è l'ingrediente base della cucina siciliana. Aggiungiamo i pesci, i crostacei con le infinite varietà di mare, oltre a carni, salse e sughi, e abbiamo un menu incomparabilmente vario. Il ristoratore Andrea Graziano, proprietario a Catania del Sale Art Cafè di cucina siciliana e pizza, quando ha pensato ai suoi Fud di Catania, Palermo, Milano ha fatto in modo che tutto entri nei panini siciliani e li farcisca. E si possa accompagnare con i vini (anche naturali), le birre, gli amari siciliani.

Andrea Graziano ha dedicato estrema attenzione alla qualità degli alimenti e da, quando aprì le porte di Fud, riferimento principale della gastronomia siciliana contemporanea, tutto è innovativo sia per gli avventori sia per chi lavora nel locale.

Non dimentichiamo il panorama sul mare; a Palermo, è una rarità, sembra incredibile.

L’invenzione più appariscente e coraggiosa è il fuddish, lingua inventata che legge in siciliano i testi inglesi. Da food deriva fud che è il nome del locale da cui tutto nasce.

I giovani cuochi e gli addetti in sala lavorano in una atmosfera stimolante con garanzia di crescita professionale.



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