Desideria – Desi - Brunetto, della Caffetteria Elenoire, non lontana da corso Calatafimi a Palermo.
Ascoltiamo dalle sue parole la descrizione della storica arteria cittadina che collega Monreale a piazza Indipendenza.
Sono Desideria e vi racconto il percorso di ogni giorno. La strada di Mezzomonreale corre diritta per oltre tre miglia da Monreale alla Porta Nuova di Palermo. Fu tracciata a fine ‘500, fiancheggiata con filari di alberi e fontane di cui ammiriamo ancora i Dragoni di fronte all’Albergo delle Povere.
Per allietare i viandanti la strada fu abbellita da una ricca vegetazione, ombrosa e profumata, sedili offrivano comodi riposi all’ombra. Opera di Marcantonio Colonna durante il suo viceregno.
Il quartiere era compreso nei giardini di Palazzo Reale; oltre i muri che fiancheggiavano la strada, oltre le case rare si stendevano, di qua e di là, orti, prati agrumeti e magnifiche ville nobiliari, qualche chiesa e campanili.
Nel 1860 la strada ebbe il nome di corso Calatafimi raccogliendo la duplice eredità della vittoriosa battaglia contro i Borboni e dell’unità d’Italia.
Ancor oggi, ai lati della carreggiata, si ammirano le villette residenziali che propongono alla vista un numero infinito di negozi: oggetti per la casa, alimentari, cura del corpo, moda, ottici, farmacie solo per citarne alcuni.
Riferimento storico e geografico è Villa Tasca, all’altezza della tangenziale stradale. Qui il Corso è raggiunto anche dal moderno tram affusolato e bianco che inverte la direzione per tornare alla stazione Notarbartolo.
Incontra anche tre linee di autobus molto comode per spostarsi. Notevole il patrimonio architettonico: monumentali caserme e una decina di ville sontuose, la Cuba delle delizie, il cimitero e catacombe dei Cappuccini.
Ormai dimenticata la Vinicella dei gesuiti (manicomio) ideata nell’800 dal nobile illuminato Pietro Pisani. Molto amata la comunità e la contrada di Danisinni che comprende la chiesetta di sant’Agnese e gli orti.
I cittadini di Palermo passeggiavano al tramonto e nelle prime ore notturne, quando le ombre avvolgevano di mistero i convegni degli innamorati.